Arte di Altura, Marliana, Rubriche  |  agosto 3, 2016

Arte di Altura: Massimo Biagi Miradario e le sue Singolari Figure

Inauguriamo una nuova rubrica dedicata all'arte con Massimo Biagi Miradario. Questo artista poliedrico, nato a Marliana dove tutt'ora vive e opera, ci racconta la sua Visione e la sua Arte, attraverso parole e testi, che dal piccolo paese della Montagna pistoiese arrivano in tutto il mondo. Le sue opere in mostra al MACC di Montecatini Terme fino al 4 settembre

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Massimo Biagi Miradario al MACC di Montecatini Alto con le sue Singolari Figure

Massimo Biagi Miradario ad Arte di Altura

Inauguriamo con Massimo Biagi Miradario una rubrica su La Voce della Montagna che si chiama Arte d’Altura
una raccolta di voci che ci parlano dell’Arte e della sua peculiarità, quella di portarci in alto e farci vedere lontanol’Oltre; Ammirare o Mirare quello che ci è attorno.
Quindi non potremmo iniziare meglio, visto il suo pseudonimo artistico è “Miradario”

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Incuriositi gli chiediamo come nasce questo suo alterego Miradario, e prontamente ci risponde

Miradario è la visione a tutto-tondo delle cose, l’artista deve prendere ed apprendere da ogni angolo della conoscenza per trascendere attraverso l’intuizione”.

E subito dopo, con un grande sorriso, Massimo ci rende partecipi di un suo ricordo, di una frase detta da Rita Levi Montalcini durante un viaggio a Napoli per vedere insieme una mostra della sorella gemella Paola: “Voi artisti arrivate prima di noi scienziati, perchè voi ci arrivate con l’intuizione alle cose e noi bisogna trovarle, spiegarle e provarle”.

Massimo ci riporta una frase scritta nel 1978 su “Natura Integrale” Pierre Restany, uno dei più grandi critici di arte contemporanea conosciuto da Biagi negli anni del graficismo: “… fra Arte e Scienza è una polluzione naturale ! “.

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Massimo Biagi con Paola Galassi Iozzelli

La voce di Miradario riecheggia decisa nelle sale del MACC di Montecatini Alto, ringraziando Paola Galassi Iozzelli – Presidente dell’Associazione Pro Loco Montecatini Alto – che ha reso possibile la mostra dal titolo “Singolari Figure di Miradario” dove sono ospitate le opere figurative di grandi dimensioni; l’esposizione è aperta dal 4 Giugno al 4 Settembre 2016.

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Massimo ci racconta il significato del titolo della mostra, svelandoci alcune delle similitudini fra scienza, filosofia e arte, in una visione quantistica-astronomica della “singolarità“.

Parte integrante dell’esposizione in atto, sarà la serata a settembre del finissage della mostra, dove saranno presenti altre due narratrici oltre a lui, che improvviseranno delle letture spontanee dei primi 3 libri di Miradario, formando un linguaggio cosmico in divenire, con sensi e assensi sempre nuovi, con parole intersecate che formano un testo unico infinito. Interverranno alla serata altri artisti fra i quali anche l’artista scultore-orafo Giordano Pini con le sue Sculture da Indossare.

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Massimo Biagi con Giordano Pini

Biagi infatti, nel suo essere artisticamente poliedrico, ha anche la scrittura come forma di espressione concretizzata nel suo Libro d’Artista, e visto che molte volte anche Montagna è sinonimo di scrittura, di racconto di vita, gli chiediamo se ci sono alcune pagine ispirate dalla vita in Montagna. Ci risponde deciso:

“Nel terzo libro di Miradario ci sono circa 150 pagine intitolate -La Montagna Bianca-

Massimo e ci rivela anche una “perla”, un sua opera poco conosciuta dei primi anni ’70 intitolata “Montagna”; un quadro dove si manifesta la vicinanza, all’epoca, con il pittore Oskar Kokoschka e le letture del filosofo Friedrich Nietzsche.

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Montagna di Massimo Biagi Miradario

 

Massimo in montagna ha la sua Casa d’Artista, più precisamente a Marliana,  e gli chiediamo di raccontarci di questa sua scelta di rimanere nelle terre alte, e con un altro grande sorriso ci risponde:

Questa domanda mi segue da diversi anni. . . ”

Massimo ricorda che negli anni ’80, fece una mostra a Prato con un libro in collaborazione con Stefania Gori, la figlia del noto collezionista Giuliano Gori, e proprio all’interno di quel testo era presente quella stessa domanda, che tra l’altro, ne ha parlato all’inizio della mostra al MACC Bruno Ialuna – Assessore alla Cultura del Comune di Montecatini Terme. Massimo continua dicendo:

E’ la mia scelta di vivere e lavorare da Marliana, interloquire con il mondo dell’Arte da lì.

Questo sembra impossibile. . .
Ma se pensiamo a cosa vedeva Giorgio Morandi, uno dei più grandi artisti contemporanei fuori dalla sua finestra; solo un muro rosa.”

Nel suo racconto cita Federico Fellini, nel suo sentirsi sconosciuto, perso e sperso, quando usciva dal suo paese, come se la relazione luogo-persona fosse parte della creazione artistica. A rafforzare questo legame ci sono state negli anni numerose esposizioni importanti a Marliana, sia in luoghi espositivi pubblici, che nell’attuale abitazione-opera di Massimo, susseguitesi anche in altre dimore come quella di Anna Brancolini, con la serie ARTEINCASA.

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Vista dalla casa d’Artista di Massimo Biagi Miradario a Marliana

Siamo arrivati al termine della visita della sua mostra, e prima di salutarlo gli poniamo l’ultima domanda che facciamo ad ogni Artista – Gli chiediamo di immaginare di essere una Montagna, ed avere la possibilità di poter parlare all’Uomo, e di raccontarci questo dialogo. Massimo incuriosito ci risponde che non può esistere “il verbo”,  il dialogo con l’Uomo scalatore, viaggiatore, pensatore potrebbe essere solo interiore. . . come il pensatore Miradario, che altro non è la trasmutazione del pensatore di Auguste Rodin, atto a contemplare nel silenzio, curvo e piegato in avanti a vedere sopra di noi, come “voler salire sulle proprie spalle” come nella frase filosofica di cui parla Nietzsche, l’uomo deve crescere, apprendere, imparare sempre cose nuove, in una inesorabile crescita tendente all’infinito.

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La pagina del libro d’artista di Massimo Biagi Miradario dedicata alla Montagna

MOSTRA ATTUALE – Singolari Figure di Miradario – Opere di grandi dimensioni al MACC

Dal 4 Giugno al 4 Settembre 2016 in Via Lemmo di Balduccio, 5

INGRESSO LIBERO

— orario apertura mostra —

da Giovedì a Domenica 10.30 / 13.30 – 15.30 / 18.30

28 Agosto un’ora con Miradario

Dalle ore 11:00 alle 12:00 Massimo Biagi e Debora di Bella, effettueranno delle letture tratte dal libro d’artista di Miradario

Finissage della mostra il 4 settembre 2016 alle 21:00

Alla giornata conclusiva parteciperanno oltre a Massimo Biagi Miradario anche Anna Brancolini, Olga Agostini, Debora di Bella, David Rayan e Giordano Pini

 

Massimo Biagi nasce a Marliana, in toscana, nel 1949. Studia a Pistoia e Firenze e si interessa prestissimo all’arte. Nel 1976 effettua sperimentazioni con proiezioni luminose e musiche rumoriste.
Nel 1977 teorizza con opere e manifesti “il Graficismo” ed entra in contatto con grandi personaggi della cultura come P. Restany, G.Gori, M.Nigro, Giovanni Michelucci, Primo Conti, Tullio Crali, Vedova, Alberti, Alinari e il premio Nobel Samuel Beckett.

Nel 1978 fa esperienza di body-art, e firma il manifesto del dissenzo totale per la Biennale di Venezia e partecipa alle mostre internazionali di Mail Art nei musei di Germania, Francia, Spagna e altri.
Negli stessi, con Anna Brancolini, dà vita al movimento “graficista” in segnoe parolaanticipando il graffitismo americano.

Ritrae il poeta Roberto Carifi in innumerevoli disegni ed elaborazioni computerizzate dal titolo “i Carigrafi”.
Nelle ultime opere, realizzate con la tecnica dell’estroflessione in legno e colore, è ricorrente il tema delle “bagnanti” che Biagi ha inteso recuperare riproponendole e trasformandole in “nudonauti”
per immergerle, poi, nello spazio infinito dell’universo sconosciuto. Ulteriori progetti, oltre alle numerose sculture in ferro, quello della “casa d’artista” che prevede una grande opera di 300mq all’interno della propria abitazione-studio.

Si dedica al libro d’artista e il suo testo “Miradario” edito da Gli Ori editori, presentato dal filosofo Sergio Givone, da A. Brancolini, S. Simoncini, P. Tesi ed altri, ed esposto al M.O.M.A di New York (collezione L.Bertini), al Salone del Libro di Torino, al Book Fair di Chicago,alla Biblioteca Nazionale di Dresda e, in permanenza, alla Biblioteca Nazionale di Firenze.

Sue documentazioni sono alla biblioteca nazionale di Dresda e alla biblioteca nazinale di Firenze.
Nel 2015 pubblicaper edizioni internazionali D.O. “Miradario va” con presentazione di Stefano Gambini.

Altre esposizione importanti sono alla galleria di Maeght di Parigi, al museo Guggenheim di Venezia, la Casa d’Arte Artribù a Roma.
In terra patria espone al Palazzo Fabroni di Pistoia, al Mac’n di Monsummano Terme, al MOCA di Montecatini Terme, al Museo Pecci e alla galleria Die Mauer di Prato, alla galleria M/E d Pistoia.

Si dedica ad incontri, dibattiti pubblici e a performance teatrali.
Lavora con il trombettista Baggiani, Zampini il bassista Nesi e il musicista inglese David Ryan con concerti per flauto e voce.

Attualmente collabora con gli architetti Mannelli, Cipollini e Agostini e sviluppa opere e azioni critico-gestuali figuratiste per recuperare il senso etico e profondo perso dall’uomo contemporaneo.
E’ in preparazione presso l’abitazione del critico d’arte Anna Brancolini una mostra che darà vita al nuovo centro sul figuratismo CAB.

 

 


Maurizio Pini

Maurizio Pini nasce a Pistoia nel 1979. Negli anni 90 la passione della fotografia e della grafica si espande anche nel campo lavorativo. Fra reportage per eventi locali e nazionali, servizi fotografici di gioielleria e di opere d’arte, realizzazioni di grafica stampata/digitale/web, la sua carriera si accresce di sempre nuove esperienze da cui trarre nuovi insegnamenti e crescita personale. Nel suo lavoro la ricerca, lo studio e la pianificazione ricoprono una grande importanza ed il connubio con originalità e creatività sono la parte portante del suo operato. Gli ultimi lavori fotografici si stanno incentrando sul dialogo con la Natura e sono su www.mauriziopini.com e la Pagina Facebook  @mixinartofficial Maurizio Pini – MIXINART