Ambiente, Piteglio  |  giugno 13, 2016

Quei boschi degradati, dall’abbandono alla rinascita economica e ambientale

Il “Progetto bosco” entrato nella fase decisiva. Un'idea nata nel Comune di Piteglio che ha coinvolto soggetti pubblici e privati. E alla quale hanno aderito 43 proprietari di terreni. Obiettivo: gestire in modo vantaggioso i tanti appezzamenti, spesso improduttivi. Il sindaco Marmo: “Un progetto pilota da estendere a tutta la montagna”

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PITEGLIO – Il “Progetto Bosco” è entrato nella fase decisiva. L’assemblea pubblica di venerdì 10 giugno, a Piteglio, ha di fatto sancito il primo risultato, ovvero le “manifestazioni di interesse” da parte di 43 proprietari di terreni. Adesso si passa alla proposta operativa. “Da qui a fine luglio come Comune e Unione dei Comuni cercheremo un soggetto finanziatore per dare il via all’iniziativa”, spiega alla “Voce della montagna” Luca Marmo, sindaco di Piteglio, il Comune che ha promosso questa iniziativa insieme al Distretto Forestale, e che ha visto poi aderire soggetti pubblici e privati: la Provincia di Pistoia, alcune associazioni di categoria – Coldiretti, Cia, Confagricoltura -, Uncem Toscana, l’Ordine dei dottori agronomi e forestali, l’Istituto Agrario “Barone De Franceschi”.

Le finalità del progetto

In cosa consiste il “Progetto bosco”? “Creare le condizioni per una gestione razionale ed economicamente vantaggiosa degli appezzamenti di bosco presenti sulla montagna”, spiega Marmo. Terreni estremamente frammentati, con migliaia di piccoli proprietari che “spesso, presi singolarmente, non riescono neppure a garantire una gestione sistematica delle loro proprietà”. Quindi mettere insieme le forze, cercare una gestione coordinata, per ora nel territorio del Comune di Piteglio, che diventa così una sorta di progetto pilota, da estendere poi ad altre realtà. “Iniziamo da una parte piccola per ragioni di sostenibilità – spiega ancora il primo cittadino – ma poi la si potrà ampliare su un modello già esistente”. Un progetto da non limitare ad una sola area comunale come confermano le presenze all’assemblea di venerdì 10 di Tina Nuti, presidente del Distretto Forestale, Sandro Pieroni, responsabile del Dipartimento Regionale della Forestazione, Marco Niccolai consigliere regionale, e Federica Fratoni, assessore regionale.

Una riqualificazione possibile

L’obiettivo dichiarato nel progetto, illustrato nell’occasione da Francesco Benesperi e Katiuscia Begliomini, è quello di “garantire al proprietario un reddito proporzionale al valore del bene e alle imprese una massa produttiva in grado di assicurare utili e sostenibilità degli investimenti necessari. Senza spese per i proprietari”. Si dovrebbero utilizzare i territori per la produzione di biomassa da destinare a fini energetici, “ma anche elaborare veri e propri piani di riqualificazione delle aree boscate, da convertirsi in colture più redditizie e di maggiore interesse paesaggistico”. Insomma, passare da una realtà di bosco degradato ed abbandonato e quindi improduttivo, ad una nuova risorsa economica e ambientale, coerente con quanto disposto dalla legge regionale numero 39, che disciplina la gestione del bosco pubblico e privato. Hanno già aderito 43 proprietari pari a 199 ettari di superficie. Il passaggio successivo è ora quello di procedere ad un monitoraggio dello stato attuale del bosco e della sua appetibilità per il mercato.
Ha collaborato Eugenio Fagnoni


La Redazione

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