“Il viandante (…) non è del tutto maschio o del tutto femmina, è una creatura ibrida, sfuggente, che dovrebbe essere raccontata con un genere che ancora non esiste (…); trascende le categorie, esige libertà, una forma nuova, impura (…). Si defila, deambula nelle parti liminali, cerca la soglia”.
Dal PROLOGO del libro
Ogni capitolo ha il nome di una sensazione, uno stato emotivo. Si inizia con la paura – di aver sprecato il proprio tempo e i propri talenti, di perdere qualcosa o qualcuno – e con quel senso di insoddisfazione, di inquietudine che nel cuore della notte porta a digitare sul computer le parole “cambio vita”; alla fine, la soluzione che cercavi: Santiago. E quindi la decisione e poi i preparativi, l’ansia, i commenti dei conoscenti, la partenza…
Inizia così questo cammino che passa attraverso stupore, spaesamento, nostalgia, disillusione, allegria, arroganza e termina con l’umiltà (il nome dell’ultimo capitolo del libro, prima dell’epilogo). E già in queste prime, poche pagine troviamo molto: un viaggio che non è vacanza ma scelta di vita e non turismo ma cammino (o pellegrinaggio), la condizione in cui viviamo e che riteniamo normale perché quotidiana e conosciuta, ciò che dentro di noi ci spinge a cambiare, a partire, ad andare…
L’autore – poeta, camminatore, scrittore, direttore della collana La biblioteca del viandante per Ediciclo, – ci stimola così a intraprendere un percorso non solo fisico ma anche dentro noi stessi tramite la “viandanza, la festa della danza dei piedi e degli sguardi sulla via, della via che si fa danza e della danza che si fa via”, “una baldoria di umanità, visioni e speranze, una festa del sogno a occhi aperti”.
Con uno stile diretto ed empatico veniamo guidati tra le varie tappe del Cammino forse più famoso del mondo, in compagnia di personaggi storici, scrittori, santi e tra citazioni che spaziano da letteratura a storia, cultura, religione ma mai in modo pedante bensì naturale, proprio come un sentiero che si srotola davanti a noi quando abbiamo il coraggio di seguirlo.
CITAZIONE: “Tu hai camminato. Hai accettato il rischio. Hai lasciato alle spalle quella che chiamavi casa, hai preso commiato dagli amici, o forse è stato solo un cenno di saluto, e repentinamente hai sentito di essere entrato nel viaggio. Entrandoci, il tuo corpo è mutato, o ha iniziato a mutare, che in fondo è la stessa cosa.”
DETTAGLI TECNICI
EDITORE: Laterza
PAGINE: XI – 139
LINGUA: Italiano
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2018

