Sanità e sociale  |  ottobre 22, 2018

Un fronte unico per chiedere un vero Pronto Soccorso all’ospedale “Pacini”

Sottoscritto un documento dai Comuni di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano e da 16 associazioni locali per sostenere la richiesta. Definito anche un testo di Anci Toscana che richiede un progetto sui piccoli ospedali ed è sostenuto da tutti i piccoli comuni. Il vice sindaco Roberto Rimediotti: “Per avere un pronto soccorso occorrono medici specialistici che devono essere impiegati anche in altri servizi del presidio ospedaliero”

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SAN MARCELLO – E’ un lungo e dettagliato documento quello che testimonia l’accordo fra i comuni montani, le associazioni e la popolazione per sostenere la richiesta di un vero pronto soccorso per la montagna e che è stato presentato, sabato scorso, in una conferenza stampa dal sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo e dal vice sindaco, Roberto Rimediotti. Il documento è il frutto della seduta congiunta del 10 agosto 2017 dei Consigli Comunali di San Marcello Piteglio e Abetone Cutigliano, che con voto unanime avevano deciso di sostenere e fare proprie le richieste di riconoscimento di “Area disagiata” e di un Pronto Soccorso accreditato per il presidio ospedaliero di San Marcello Pistoiese. Richiesta presentata precedentemente da 16 associazioni del territorio della Montagna Pistoiese e condivisa e sottoscritta da 8.145 cittadini. La richiesta è stata inviata alla Regione Toscana. Il documento è stato illustrato dallo stesso Rimediotti, venerdì scorso, nel corso dell’assemblea dei soci della Società della Salute Pistoiese.

Il contenuto sostanziale della richiesta

“Il problema dell’accesso ai servizi pubblici dei cittadini delle zone periferiche e marginali richiede di essere affrontato da diversi punti di vista ma, prima di tutto, richiede che si inquadri nell’ottica dei principi fondamentali sanciti dall’art. 3 della Carta Costituzionale (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge … E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”) – si legge in un passaggio del documento -. Se non vogliamo accettare che ci siano cittadini di serie A e cittadini di serie B, dobbiamo cominciare a pensare che alcuni svantaggi oggi presenti debbano essere affrontati e risolti con interventi coraggiosi e anche innovativi, specificatamente focalizzati sulle aree periferiche, che offrano ai cittadini la possibilità di fruire di servizi modulati sulle specificità delle comunità locali in una logica di forte integrazione con i sistemi di area vasta. E’ pertanto necessario superare la pura visione razionalistica, ispirata alla realizzazione di economie di scala dove modelli rigidi vengono applicati a grandi ambiti senza attenzione alcuna per le specificità – continua il documento -. Questa logica, tesa fino alle estreme conseguenze, porta all’implementazione di modelli che determinano l’instaurarsi di un rapporto di proporzionalità inversa fra qualità del servizio e quantità di popolazione residente. E non vi è dubbio alcuno, tuttavia, che il tema di un governo efficace delle aree periferiche, strategico per la costruzione di modelli economico sociali ispirati all’economia circolare, la cui attivazione non appare peraltro ulteriormente procrastinabile, non può prescindere dal mantenimento e dell’incremento del livello di antropizzazione di queste aree, a sua volta legato a filo doppio alla tenuta dei sistemi di servizio”.

La spiegazione del vice sindaco Rimediotti

“Sono stati elaborati due importanti documenti, uno più generale redatto da ANCI Toscana che richiede un progetto sui piccoli ospedali e che trova la convergenza di tutti i piccoli comuni della Toscana ed uno più specifico redatto dai nostri comuni sulla nostra zona, dove vengono individuate alcune criticità”, spiega il vice sindaco di San Marcello Piteglio, Roberto Rimediotti. Il suo concetto, in sintesi, è che per avere un pronto soccorso occorrono medici specialistici che devono essere impiegati anche in altri servizi dell’ospedale, questo per giustificarne il costo. È dunque necessario estendere i servizi che l’ospedale può offrire, anche ad una popolazione più vasta che non sia necessariamente quella locale.

Una polemica a latere

A lato della viocenda una piccola polemica del presidente Emiliano Bracali dell’Associazione “Zeno Colò”, una delle 16 associazioni promotrici dell’iniziativa “Vogliamo il pronto soccorso” e firmatarie del documento: “Visto che tutte le associazioni si sono impegnate per elaborare il documento che sabato è stato presentato in conferenza stampa, non sarebbe stato male che ci avessero invitati. In ogni caso visto che le cose sembrano mettersi nel verso giusto questa mia osservazione non vuole suonare come polemica. Solo una semplice constatazione”. “Hanno ragione, mi scuso, è stato un disguido non voluto”, ha risposto indirettamente l’assessore Rimediotti.


La Redazione

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