After all is basketball, Sport & tempo Libero  |  marzo 28, 2018

THE FLEXX, una domenica di pura gioia, incredulità e orgoglio

Nell'impresa contro i campioni d'Italia non solo una vittoria straordinaria ma anche la voglia di spaccare il mondo. Spazzate via le voci sentite nei giorni scorsi sui presunti gravi errori di mercato. Troppe critiche, a prescindere, troppi eccessivi rimpianti. Certo, con i McGee e gli Ivanov della gara contro Venezia sarebbe stato un altro campionato. Una dedica speciale a Della Rosa, sempre più profeta in patria, e “Pippo” Magro, un “soldatino” che non si tira mai indietro

di

Tempo di lettura: circa 7 minuti
Magro festeggiato dai tifosi a fine gara

PISTOIA. Ci sono momenti di godimento assoluto che, soprattutto quando sono tanto rari quanto intensi, si fatica a rendere a parole. Ci vorrebbe la penna romantica di un poeta – non certamente l’asettica esposizione dei fatti propria di un avvocato – per raccontare quel misto di bellezza, incredulità, gioia ed orgoglio che, finalmente, abbiamo provato domenica sera. Riconciliazione nazionale, dunque, nemmeno fossimo parlamentari della terza Repubblica, quelli che fino alla domenica del voto si scannano ed un minuto dopo la comunicazione dei risultati – mossi da un’esigenza superiore spesso francamente imperscrutabile – trovano improvvisamente l’intesa ed il modo di stare insieme al governo.

Oltre i 2 punti conquistati

Non esageriamo, non è il nostro caso. In verità, l’esigenza preminente e superiore, quella della salvezza, è sempre stata chiara a tutti. Domenica abbiamo visto qualcosa di diverso che va oltre i due punti in classifica – già di per sé di peso specifico incalcolabile – domenica abbiamo visto il sangue negli occhi, la garra, l‘esigenza e la voglia di dimostrare qualcosa a se stessi, prima ancora che allo staff, alla dirigenza ed al pubblico. Abbiamo visto, concedetemelo, l’unica cosa che abbiamo sempre chiesto, la voglia di spaccare il mondo, non è un caso che anche il pubblico abbia ritrovato il solito fantastico calore.

Quante inutili voci…

Era la domenica delle palme, la storia racconta che Gesù venne accolto con tutti gli onori a Gerusalemme per poi finire sulla croce a prendersi sulle spalle ed espiare tutti i peccati dell’umanità. Vincenzo non è Gesù, ovviamente, ma quel meccanismo strano per cui a Pistoia si passa da idolatrare un coach a contestargli anche la qualità del saluto quando esce dal sottopassaggio per raggiungere la panchina – posso anche capire dopo il meno 48 di Reggio, lo comprendo meno domenica sera – è francamente sorprendente.

Sono passati giorni e giorni in cui si è sentito di tutto, dalla solita solfa sul mancato rinnovo di Crosariol all’allontanamento di Crippa, fino anche all’indagine sul procuratore di Tizio, Caio e Sempronio che, come se tutti i procuratori fossero dei Mino Raiola, avrebbe imposto, detto, fatto e brigato per appiopparci giocatori che tutto sommato non avremmo altrimenti mai scelto. Follia, follia pura, del resto i più fantasiosi nel ricostruire certe vicende sono quelli che al PalaCarrara non si vedono mai. Nonostante timbrino il cartellino solo per la partita di casa sanno tutto, hanno capito tutto, hanno un’idea precisa della qualità tecnica degli allenamenti e delle qualità umane di tutti i tesserati. Buon per loro!

Una visione personale e da tifoso

Ora, io non sono la persona più adatta a stigmatizzare la pancia del tifoso, perché io vivo da tifoso, ragiono e scrivo di pancia, negli anni scorsi – quando mi è parso opportuno – ho spesso cavalcato e fomentato la pancia. Non sono io il professionista dell’informazione, questo non solo e non tanto perché non sono un giornalista di professione, ma perché scrivo sempre dando una personalissima interpretazione dei fatti, raramente mi limito a raccontarli. Insomma, non sarò io a spiegare alla gente cosa deve pensare, ci mancherebbe altro.

Le novità del mercato USA

In settimana, però, sia Innocenti che Cecconi – per citare i primi due che mi vengono in mente, non so se è stato fatto anche da altri – hanno per l’ennesima volta e molto chiaramente spiegato come l’estate scorsa sia mutato il contesto in cui ci si muove per fare mercato in America, in estrema sintesi la possibilità data al giocatore di essere ripescato anche se il contratto NBA non viene rinnovato rende particolarmente complesso ed oneroso l’ingaggio dello Usa. Niente da fare, per qualcuno ci sarebbe voluto Claudio Crippa.

Le virtù taumaturgiche di Crippa…

Hai voglia a dire che anche la coppia delle meraviglie Kirk Blackshear è stata ingaggiata da Esposito ed in quell’occasione nessuno aveva avuto niente da ridire, hai voglia a ricordare che l’ultimo anno di Moretti non è che gli Usa ci abbiano fatto impazzire, hai voglia – insomma – a spiegare che sia Claudio che Vincenzo sono entrambi due signori professionisti che operano – almeno quando lavorano per noi – in condizioni oggettive di difficoltà e, come tutti gli umani, a volte le azzeccano in pieno ed altre le azzeccano meno. Niente da fare, con Claudio ed il budget di quest’anno avremmo vinto lo scudetto. Di più, visto come ha giocato McGee domenica scorsa probabilmente Crippa gli avrà fatto una telefonata in settimana, altrimenti non si spiega.

A settembre tutti entusiasti del mercato

Sia chiaro, io amo Crippa, che è stato il mio giocatore preferito quando ero piccolo, è un grandissimo uomo di mercato ed è uno che si è fatto un nome anche nelle franchigie NBA, non sto affatto – ovviamente – attaccando lui, me la prendo con l’assurdità di alcuni discorsi.

Quello che merita l’oscar per la particolare assurdità, concedetemelo, è quello per cui il mercato sarebbe stato fatto dai procuratori. Ora, a parte che sarebbe bene rileggersi a settembre – non solo chi scrive su testate, ma anche chi scrive sui social – quando tutti, nessuno escluso, eravamo entusiasti del mercato, il punto è che questa velata allusione ad interferenze, pressioni e scambi di favore non è solo un insulto alla professionalità di Esposito e Iozzelli, ma anche alla loro intelligenza.

Esposito e Iozzelli

Se non fosse sufficientemente chiaro, infatti, Vincenzo e Giulio sono gli unici di noi che se le cose vanno male non solo perdono un giochino che è una grande passione, ma collezionano nel proprio storico professionale un fallimento che nessuno gradisce nel proprio curriculum. Davvero pensate che basino le proprie scelte su un calcolo che è qualcosa di diverso o parallelo rispetto all’amalgama della squadra che stanno costruendo? Davvero è così strano che, passatemi il francesismo, l’unico col culo alla finestra, l’unico che è un giovane professionista ed ha davanti tanti anni di potenziale carriera, non debba avere l’ultima parola sulle scelte di mercato? Non so, se un atto da avvocato lo devo firmare io, la strategia processuale la decido io, altrimenti andate a farvi assistere da un altro. Mi pare normale.

I big hanno fatto davvero i big

Ma torniamo a cose serie, alla partita di domenica scorsa. Che bellezza! Tyrus probabilmente aveva la punta del dente leggermente avvelenata, finalmente ha ricordato a tutti i motivi per cui è stato ingaggiato. Stesso discorso per il bulgaro, la tentazione è quasi quella di arrabbiarsi per come hanno giocato male fino a domenica. Insomma, questi se vogliono spaccano i tabelloni e dettano legge, speriamo la partita contro Venezia non resti un’eccezione ma divenga la regola per questo finale di stagione.

La dedica a due “ragazzi”

Più che dei big, per così dire, vorrei dedicare la chiusura del pezzo a due ragazzi, due persone che il mattoncino lo hanno portato ed hanno messo la loro firma su una vittoria da ricordare, Della e Pippo.

Della Rosa profeta in patria

Gianluca sembra avviarsi a smentire il famoso proverbio per cui nessuno è profeta in patria. Il ditino alzato a dedicare la tripla alla curva è un fermo immagine meraviglioso, nessuna paura, nessun timore reverenziale, due attributi cubici e due triple fondamentali, oltre ad una difesa asfissiante sugli esterni avversari. Slam Dunk gli ha dedicato la copertina della partita, io ne voglio una copia con dedica ed autografo, perché tra qualche anno sarà bello poter dire che io l’ho conosciuto. Chapeau.

Viva il “soldatino” Magro

Pippo è la mia personale croce e delizia. In verità, sono spesso stato ingeneroso con Magro, probabilmente perché – tutto sommato – è un bersaglio semplice da attaccare, con quella indole da ragazzo buono sai che non ti terrà mai il broncio e non ti toglierà mai il saluto anche se non ci vai troppo leggero.

Non ha gli effetti speciali, il nostro Pippo, anche quando schiaccia in faccia ai campioni d’Italia il massimo che si concede è una linguaccia, però alla fine guardi il tabellino e, in qualche misura, Magro c’è sempre. Sono stato ingeneroso perché Pippo ha tutto il diritto di giocare molto meglio quando è affiancato da un lungo vero come Crosariol e di patire qualche affanno quando gioca con Bond, perché mentre lo Usa dovrebbe fare una qualche differenza ed invece colleziona zero su zero su tutte le voci statistiche, Magro il suo mattoncino lo porta sempre, di piccola grande sostanza. Viva soldatino Magro!

 

Le immagini della gara contro Venezia: una fotogallery tutta da rivedere

 


La Redazione

Con il termine La Redazione si intende il lavoro più propriamente "tecnico" svolto per la revisione dei testi, la titolazione, la collocazione negli spazi definiti e con il rilievo dovuto, l'inserimento di immagini e video. I servizi pubblicati con questa dizione possono essere firmati da uno o più autori oppure non recare alcuna firma. In tutti i casi la loro pubblicazione avverrà dopo un attento lavoro redazionale.