Pistoia, Sport & tempo Libero  |  agosto 23, 2017

Pistoia basket alla ricerca della chiusura del cerchio

Il dilemma del ginocchio di Czyz e il rischio di un possibile “taglio”. Grande attesa per Mc Gee (e prime conferme). Buoni segnali anche da Kennedy. In generale si respira un clima di fiducia e ottimismo. Da buon scaramantico coach Esposito non si sbilancia. Uno sguardo alle altre squadre: le corazzate e quella alla nostra portata

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La sciarpata della curva di Pistoia
La sciarpata della curva di Pistoia

PISTOIA. Impossibile non aprire il pezzo con quel tot di irritazione per le notizie che giungono dall’infermeria del PalaCarrara, dove in queste ore viene valutata l’affidabilità del ginocchio del polacco. Mi torna alla mente il ragionamento – svolto in rigorosa camera caritatis, quindi non citerò l’interlocutore – in cui, tra giugno e luglio dello scorso anno, mi vennero spiegati i motivi per cui non sarebbe stato concesso l’adeguamento a Czyz. Lo staff tecnico e quello sanitario ritenevano che Olek si sarebbe dovuto operare, mentre il giocatore preferiva escludere questa possibilità.

Ecco spiegata, dunque, la scelta di non confermare un giocatore che pure aveva appena chiuso una splendida annata coi nostri colori. Col senno di poi abbiamo avuto certamente ragione noi. Caserta, infatti, è partita a mille, ma quando per Czyz l’operazione, come previsto dai nostri, è diventata inevitabile, i bianconeri hanno inanellato una sconfitta via l’altra.

I primi segnali al raduno

Ora, non avevo voluto scriverlo la settimana scorsa per non creare allarmismi che si potevano rivelare infondati, ma più di una persona il giorno del raduno aveva visto uscire dal campo il nostro lungo con una faccia decisamente storta. Dalle voci che si rincorrono, sembra che il problema in realtà sia al ginocchio sano. Non ho però ancora chiaro se si tratti di un vero infortunio, oppure di una specie di piccola sofferenza dovuta ad un carico eccessivo sul ginocchio non operato, dovuta ad un recupero non ancora perfetto della funzionalità di quello sottoposto ad intervento.

Olek a un passo dal taglio

Fatto sta che, com’è logico, il nostro Olek è ad un passo dal taglio, del resto siamo ancora al 23 agosto e tutto sommato c’è ancora un sacco di tempo per prendere le contromisure. Dovesse accadere, sarebbe naturalmente un gran peccato. Ci priveremmo di un lungo che conosciamo, che magari non mette in mostra effetti speciali ma sa garantire qualità e solidità al gruppo, per riaffacciarsi al mercato ed affiancare alla ricerca dell’ala piccola anche quella dell’ala forte. Vedremo se verrà deciso di concedere tempo ai malanni del polacco oppure di procedere al taglio, augurandosi altresì che nel contratto vi sia una qualche possibilità di scappatoia per non subire il solito bagno di sangue. La maledizione del 4, come scritto da Pistoia Sport, difficile non essere d’accordo.

Si sorride con Tyrus e Markus

Nel frattempo possiamo sorridere pensando a Tyrus ed a Markus. McGee è “tanta roba”, un commento non propriamente tecnico ma che si rincorre, a ragion veduta, sulla bocca di tutti gli appassionati che, sfidando il caldo, si affacciano dalla tribuna del PalaCarrara e sentono il delizioso frusciare di retina al posto del solito “sdeng” sul ferro. Anche Kennedy è piaciuto a molti e di questo non posso che esser felice, ma per un giudizio più convinto aspetto di vedere di persona.

Clima di fiducia intorno alla squadra

C’è tuttavia un comprensibile clima di fiducia ed ottimismo intorno alla squadra. A tal proposito, mi torna alla mente una domanda che ha fatto un amico in sala stampa al coach. Squarciando il velo di rituale prudenza che tradizionalmente – e comprensibilmente – accompagna le previsioni su ogni stagione che parte, è stato chiesto a Vincenzino se, dopo le 6-7 squadre oggettivamente più forti della nostra veniamo subito noi, almeno sulla carta.

Le scaramanzie di coach Esposito

Ora, a parte che il nostro coach è un dannato scaramantico e che io non ho potuto fare a meno di pensare che abbia avuto la tentazione forte di toccare ferro, per così dire, il nostro coach si è limitato a rispondere che, essendo almeno 6-7 le squadre che a palla ferma sono certamente migliori della nostra, è difficile sbilanciarsi su un qualcosa di più e meglio della salvezza come obiettivo stagionale. Un ragionamento che non fa una piega, anche perché, come l’esperienza insegna, la differenza tra lottare tra il 7-8 posto e tra il 15-16 spesso è dovuta ai dettagli.

Le squadre alla nostra portata

Dunque, posto che Milano, Venezia, Avellino, Bologna, Sassari, Trento e probabilmente anche Capo d’Orlando sono fuori portata, cosa pensare delle altre? Sarò curioso di vedere i Grissini come si presenteranno al via dopo il grande esodo degli azzurri, sarà interessante vedere se i soldi di Torino sono stati ben spesi oppure ha in qualche modo ragione coach Luca Banchi che già si lamenta, sarà bello vedere se finalmente una storica tra Varese e Cantù riuscirà ad azzeccare la stagione.

Personalmente, sono anche molto fiducioso in una stagione piena di divertimento, con il PalaCarrara che si confermi campo ostico per tutti. Staremo a vedere.


La Redazione

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