Editoriale  |  gennaio 28, 2017

Quando il noto politico della città è disposto a pagare per le aree montane

Lo ha detto qualche giorno fa Pierluigi Bersani in una trasmissione tv. Un aiuto per una gestione oculata dal punto di vista idrogeologico, territoriale e antropico delle aree appenniniche. Finita l'emergenza resterà qualcosa di simili opinioni?

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Nell’Italia delle chiacchiere quotidiane a ruota libera si rischia di fare un calderone di tutto e metterci dentro le tante banalità e le poche sensatezze, destinandole, tutte quante, ad un rapido oblio.
A proposito del dramma recente che ha investito l’Appennino centrale e che una volta di più ha evidenziato la fragilità e le precarietà dei territori marginali, si sono levate molte voci “del dopo”, per lo più ipocrite e lacrimose, e poche, a dire il vero, costruttive e propositive. Fra queste ultime credo che sia degna di nota l’opinione di Pierluigi Bersani, checché se ne pensi del suo abito politico e del partito in cui milita, espressa pochi giorni fa in una delle tante “tribune politiche” mascherate.
In pratica Bersani dice che lui, da residente in città, sarebbe disposto a pagare (in denaro) per una gestione oculata dal punto di vista idrogeologico, territoriale e antropico delle aree appenniniche, in modo da sollevarle dall’abbandono e dal degrado in cui sono cadute negli ultimi 50-70 anni, consapevole del fatto che le catastrofi delle colline e delle montagne si riverberano inesorabilmente sulle pianure e sulle città.
E’ una visione non tanto ispirata alla semplice solidarietà occasionale, quanto ad un criterio strutturale di investimento per il futuro, in un’ottica di simbiosi città-campagne-montagne che fra l’altro è sancita dalla nostra Carta costituzionale.
Ma quando sarà finita l’emergenza (ammesso che in Italia le emergenze finiscano!) cosa resterà di queste opinioni anche illuminate?


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle scuole superiori pistoiesi. Ora è impegnato nella promozione e nel rilancio del nostro territorio montano come presidente dell'associazione "Amo la montagna", che si è costituita due anni fa e che ha sede a Castello di Cireglio. Da 25 anni collabora con la rivista "Vita in campagna" del Gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato il libro "Dieci racconti sambucani" ispirati alla vita quotidiana ed alla gente di Sambuca Pistoiese.