Nuovi progetti  |  gennaio 28, 2017

Case cantoniere, un passato glorioso, l’abbandono di oggi. E un progetto futuro per recuperarle

Presidio del territorio per decenni, queste strutture di color rosso pompeiano sono in gran parte abbandonate e cadono a pezzi. Come dimostra il servizio fotografico anche sulle strade della nostra Montagna: Modenese (sr 66), Porrettana (ss 64) e Abetone-Brennero (ss 12). La proprietà è di Anas o della Regione. Falliti i tentativi di vendita. Un progetto nazionale prevede il recupero di un prima tranche di 30 immobili, 4 in Toscana lungo la via Francigena: verranno tutte ristrutturate da Anas e affidate in concessione a terzi

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Erano tante ed erano pure belle. Diciamo che si facevano notare, non fosse altro per quel color rosso pompeiano che le contraddistingueva, la scritta “casa cantoniera” accompagnata dal numero della strada statale e del chilometro corrispondente, sulla quale quegli edifici si affacciavano. Le case cantoniere, appunto, preziosissimo presidio del territorio che negli anni ha completamente cambiato il suo volto. Una delle tante vittime dei”tagli” alla spesa pubblica che con gli anni ha finito per trovarsi, in buona parte, in uno stato di abbandono e inutilizzo. Quel ricco patrimonio immobiliare oggi è quello che è, con poche varianti. Anche la situazione sulle strade della nostra Montagna non fa eccezione. Basta vedere solo alcune foto che pubblichiamo in questo servizio, piccole esemplificazioni, per capirlo. Spesso case cadute a pezzi, sterpaglie, reti metalliche per impedire l’accesso. Anche se in alcuni casi, spiega Anas, ne viene effettuato un uso limitato a “rimesse, magazzino attrezzi, deposito mezzi impiegati per il presidio e la manutenzione del territorio”.

Proprietari Anas e Regione

La proprietà di queste case è ancora per gran parte di Anas, in parte delle Regione. Su nostra richiesta Anas ci ha gentilmente comunicato il patrimonio abitativo di ex case cantoniere su due delle tre arterie stradali del territorio della Montagna Pistoiese. Ne risultano sei lungo la statale 64 (Porrettana) – cinque nel Comune di Pistoia e una in quello di Sambuca – e cinque sulla statale 12 (Abetone-Brennero), ovvero tre nel Comune di Abetone Cutigliano e due in quello di San Marcello Piteglio. Sulla regionale 66 (Modenese) non si è riusciti a sapere il numero esatto perché la Regione non ha un elenco completo delle ex case cantoniere (!). Piuttosto, la Regione ha messo in vendita parte di questo patrimonio ma, in genere, con risultati scarsi. Nel nostro territorio una ex colonica risulta essere in vendita ed è quella di Malandroni (nelle foto) fra Le Piastre e Pontepetri, con le caratteristiche spiegate in questa scheda.

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Un passato glorioso

Insomma il passato è stato glorioso, il presente molto complicato. L’Anas possiede 1244 case cantoniere, sparse qua e là per l’Italia, per metà circa ancora parzialmente utilizzate; l’altra metà, come dicevamo prima, è costituita da un patrimonio in abbandono. Originariamente, intorno al 1830, le case vennero costruite per dar alloggio ai cantonieri e alle loro famiglie, ma ubbidivano anche a precisi criteri estetici; basti pensare alla scelta di un colore impegnativo, il rosso pompeiano, ed alla cura con cui erano stati concepiti i giardini adiacenti, alcuni dei quali erano in perfetto stile Versailles.

La figura del cantoniere

E poi c’era il cantoniere. Chi si ricorda dei cantonieri, sa quale fosse la loro utilità. Ad ognuno di essi toccavano 3-4 chilometri di strada statale (il cantone, appunto) e la mattina li vedevi partire con in spalla la zappa e il badile e con in mano il falcetto. Allora le strade erano pulite e sorvegliate. Ad essi spettava anche la manutenzione delle case cantoniere, alcune delle quali avevano spazi comuni e stalle per dar alloggio ai viaggiatori. Con l’avvento della modernità e della tecnologia la figura del cantoniere è scomparsa e buona parte delle belle case rosse sta franando. Nel 1982 un Nuovo Regolamento aveva abolito di fatto la figura del cantoniere tradizionale, ma già dagli anni ’70 molti cantonieri con le loro famiglie avevano già abbandonato le case rosse.

Inalienabili, fino a pochi anni fa

E pensare che, quando quelle case erano ancora in buone condizioni e fruibili per progetti anche sociali, l’Anas le aveva dichiarate inalienabili, secondo una regola tipicamente italica che prevede una miopia progettuale per il futuro. Occorrerà dunque un torrente di soldi pubblici se si vorranno davvero recuperare tutte le case rosse, anche per progetti intelligenti come quello messo in ponte recentemente da Anas.

Un progetto sperimentale

Per avviare un’opera di restauro e in un certo senso di recupero del passato, infatti, Anas, in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività culturali, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e con l’Agenzia del Demanio ha pubblicato, il 15 Luglio 2016, un bando di gara suddiviso in trenta lotti per un progetto sperimentale di riqualificazione di altrettante case cantoniere. Verranno tutte ristrutturate dall’Anas e successivamente affidate in concessione a terzi, aziende, associazioni o altro, e diventeranno ostelli, ciclo-officine, punti ristoro per favorire un turismo lento, al servizio di viaggiatori che vogliano scoprire il territorio e le sue ricchezze culturali, gastronomiche e sociali.
Le trenta case rosse prese in considerazione sono situate su percorsi storici e vie antiche che attraversano l’intera penisola. In Toscana saranno 4, tutte nelle vicinanze della Via Francigena , di cui 3 in provincia di Livorno (Bolgheri, Accattapane,Santa Costanza) e 1 in provincia di Siena (Colonna del Grillo) e si doteranno di servizi bar, ristoro, pernottamento, ricarica veicoli elettrici e informazioni turistiche.
L’intenzione è anche quella di contribuire a creare posti di lavoro per giovani intraprendenti. Questo prima esperimento su trenta immobili non dovrebbe restare isolato. L’intenzione di Anas è di proseguire su questa strada.

Ex case cantoniere sulla nostra Montagna, alcune immagini

Il principale riferimento fotografico di questo servizio, la casa cantoniera situata a Taviano, dipende dal fatto che si è potuto fare un confronto tra la struttura originale degli anni ’50-’60 e la precaria situazione attuale. Del resto quella di Taviano è un esempio paradigmatico dello stato in cui versano molte case rosse della montagna pistoiese, come altre due fotografate lungo la statale 66, a Cireglio e a Malandroni. Ma non mancherà l’occasione per approfondire questo capitolo, anche sul versante delle immagini, magari con l’aiuto dei nostri lettori.

TAVIANO (strada statale 64, Porrettana)

Com’era

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E com’è oggi

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CIREGLIO (strada regionale 66, Modenese, tratto chiuso al traffico)

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Esempi virtuosi di recupero in giro per l’Italia

Qui un link ad un articolo che parla di case cantoniere recuperate e 2 belle foto di altrettanti immobili risistemati. A sinistra una ex casa cantoniera a Como, a desta al Passo della Cisa.

Casa-Cantoniera-di-Como-da-casacantoniera.como_.it_  Ostello-della-Cisa-da-ostellipassocisa.it_


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