Cultura & Spettacoli, San Marcello  |  ottobre 2, 2018

L’ultimo atto dei “Tre volti della libertà”: le Memorie del ponte ximeniano

A La Lima la manifestazione di chiusura del 74° anniversario della Liberazione della Montagna Pistoiese. La distruzione del ponte ad opera dei nazisti e i bombardamento degli alleati nei racconti di testimoni oculari. La rievocazione storica con il diorama vivente. Le proposte di recupero degli architetti Prioreschi e Bernardini. Gli interventi del sindaco Marmo, del presidente del Consiglio regionale Giani e della presidente dell'Anpi Monari

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Qui sopra la cerimonia in chiesa. Nella foto grande un momento della rievocazione storica

LA LIMA (SAN MARCELLO PITEGLIO) – Con l’evento “Memorie del ponte ximeniano” si sono concluse domenica scorsa a La Lima le celebrazioni del 74° anniversario della Liberazione della Montagna Pistoiese dal nazifascismo, iniziate il 2 giugno di questo anno con la presentazione del progetto “I tre volti della libertà”, che comprendeva ben sedici manifestazioni svoltesi in Montagna Pistoiese, prevalentemente nel comune di San Marcello Piteglio. L’appuntamento per “l’ultimo atto” era fissato nella chiesa di La Lima, dove si è svolta una cerimonia toccante, emozionante e molto partecipata, con la lettura dei racconti di testimoni oculari di gravi episodi bellici: di quando cioè il ponte ximeniano fu fatto saltare dai tedeschi e di quando La Lima subì un bombardamento ad opera degli alleati.

Le testimonianze

Dopo la presentazione del programma di Valerio Sichi, Sergio Iezzi si è incaricato di leggere i racconti, le testimonianze di Nada Mei, Edy Sichi, Maria Luisa Salvietti, Dario Innocenti e Roberto Sichi. La paura, i disagi, lo sfollamento delle popolazioni locali ed infine il ritorno nelle proprie abitazioni danneggiate. Proprio questo era lo scopo di quest’ultimo evento: far risaltare i momenti tragici vissuti dalla popolazione della montagna che si trovava proprio sulla Linea Gotica. Dei partigiani, delle loro gesta, del loro eroismo, si è parlato in molte occasioni, molto meno di questi aspetti vissuti dalle popolazioni. Averlo fatto con testimonianze dirette ha conferito un accento particolare alla manifestazione.

La storia della Strada Ximeniana

Del ponte ximeniano, il ponte che tutt’ora si trova sul fiume Lima per congiungere la Strada Regionale 66 alla Strada Statale 64 dell’Abetone e del Brennero, della sua storia, della sua distruzione e ricostruzione e soprattutto del suo futuro, ne hanno parlato gli architetti Roberto Prioreschi e Alessandro Bernardini. Prioreschi ha ripercorso la storia della costruzione strada ximeniana voluta dal Granduca Pietro Leopoldo e progettata dall’architetto Leonardo Ximenes, fino a giungere alla sua apertura al traffico nel 1778.

Le proposte di recupero di Prioreschi e Bernardini

 

Roberto Prioreschi (foto a sinistra) e Alessandro Bernardini

L’architetto si è soffermato sugli aspetti architettonici e ingegneristici del progetto dei ponti, delle fontane, delle piramidi, poste al confine col Granducato di Modena, per giungere ad una proposta di recupero di quello che ancora è recuperabile e riutilizzare: “Con quanto è rimasto si potrebbe realizzare la porta d’ingresso del comune di San Marcello Piteglio”, ha detto Prioreschi. Diversa, ma integrabile a quella di Prioreschi, è la proposta di Bernardini: “Col materiale disponibile costruire un monumento alla pace”.

L’intervento di Eugenio Giani

Eugenio Giani

Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale Toscano, è intervenuto dopo il sindaco, Luca Marmo, con una forbita “lezione” sulla storia del Granduca di Toscana e della sua lungimiranza. Ha ricordato inoltre la ricchezza culturale di cui la Toscana dispone.

La rievocazione conclusiva

La conclusione dell’evento è avvenuta nella Piazza de La Lima, antistante la chiesa, con la cerimonia e il diorama vivente a cura dell’Associazione “Linea Gotica- Officina della memoria”, che ha rievocato la distruzione dello storico ponte ximeniano, avvenuta per mano fascista. Il diorama vivente ha rievocato un episodio in cui tre personaggi, vestiti con le divise dell’epoca, e armati di armi originali: un partigiano, un soldato tedesco e un soldato americano, nel momento in cui arrestano il soldato tedesco che ormai ha perduto la guerra.

Le parole del sindaco Marmo

Soddisfatti gli organizzatori. Il sindaco Luca Marmo, scrive a commento dell’iniziativa: “San Marcello Piteglio racchiude una terra che ha dato un contributo enorme al processo di costruzione della democrazia e delle istituzioni repubblicane. Sul palcoscenico di questi monti hanno combattuto i partigiani, uomini intrisi di valori ideali, che hanno lottato fino alla morte affinché si affermassero i valori della libera convivenza democratica. Al loro fianco l’esercito di liberazione, gli alleati…i civili…”. E Rita Monari, presidente ANPI Montagna Pistoiese: “Il programma proposto ‘I tre volti della libertà’ ha avuto un successo che è andato oltre ogni rosea aspettativa. È stato seguito da moltissime persone, possiamo ritenerci molto soddisfatti”.

Organizzazione e patrocini

Il progetto è stato patrocinato dalla Regione Toscana e dalla Provincia di Pistoia, realizzato in collaborazione fra Comune di San Marcello Piteglio, ANPI Montagna Pistoiese, Pro Loco Prunetta, Pro Loco Prataccio, Associazione Linea Gotica- Officina della memoria, CAI Maresca, Legambiente Pistoia ed altre associazioni locali e molti singoli cittadini.


La Redazione

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