After all is basketball  |  aprile 26, 2018

The Flexx, siamo salvi e tanto basta

La stagione del Pistoia Basket volge al termine, è tempo di primi bilanci. Il dato positivo è la conquista della salvezza con alcune giornate di anticipo (grazie anche ai demeriti delle avversarie). A Trento la solita squadra da trasferta, con un sussulto di Bond. Un po' di pepe domenica prossima, nella penultima sfida casalinga con Bologna. Tante le questioni in sospeso per la prossima annata agonistica

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Il "volo" di Mc Gee con la strepitosa schiacciata finale contro Venezia

PISTOIA. Squillino le trombe, siamo salvi. Che culo, vorrei aggiungere! Fuori di battuta, al termine di una stagione del genere c’è poco da fare gli schizzinosi ed i filosofi, ci prendiamo la salvezza e ripartiamo da zero dal prossimo luglio. Certo, ai nastri di partenza della prossima stagione ci presenteremo con mille incognite, inutile negarlo, ma sarà ancora adrenalina contro Milano, Venezia, Avellino, Bologna e tutte le altre. Non è poco vista la quantità industriale di problemi collezionati da settembre.

Quest’anno abbiamo avuto paura

Se ho avuto paura? Caspita se ne ho avuta! Ricordiamoci la settimana di avvicinamento al turno casalingo con Varese, che brutte sensazioni, se avessimo perso quella partita chissà che finale di stagione staremmo raccontando. Non voglio negare l’evidenza, esser salvi a quota 18 con sei punti ancora in palio significa che il campionato è stato poca cosa, almeno nella parte bassa della classifica. Vero, mai come quest’anno la sensazione è che ci si sia salvati più per enormi demeriti altrui che per grossi meriti nostri. Insomma, è innegabile che il conforto della matematica è arrivata nonostante l’ennesima sconfitta, grazie ad una splendida prestazione del nostro amico Filloy, che assieme ai compagni di Avellino ha fiaccato la resistenza dell’ultima in classifica.

Non si possono tuttavia negare le difficoltà – oltre a qualche errore di troppo, probabilmente – che hanno caratterizzato il cammino dei biancorossi. Insomma, tutto è bene quello che finisce bene, anche se anche a Trento abbiamo giocato 25-30 minuti sui 40 totali, ancora una volta scomparendo dal campo nel momento topico della partita.

A Trento la solita The Flexx da trasferta

Va segnalato, giusto per onore di cronaca, il sussulto di gioco di Jaylen Bond, che ha messo un paio di bombe e catturato un sacco di rimbalzi, ma tutto sommato – eccezion fatta per un bel terzo quarto – il copione è stato più o meno lo stesso. Certo, prima c’era la motivazione di una salvezza da conseguire ed adesso la matematica ci dà la serenità di non dover tribolare né per la retrocessione, né per agguantare in extremis il treno playoff, in un mortorio del genere per mancanza di stimoli veri non è comunque poco che i ragazzi onorino l’impegno, credo sia giusto sottolinearlo.

Tante le questioni sul tappeto

Fuori dal campo restano le questioni davvero interessanti delle prossime settimane, dalla capienza del PalaCarrara alla curiosità di capire quali saranno i nuovi ingressi o – Dio non voglia – i prossimi abbandoni tra gli sponsor, ma per ora tutto tace ed allora non resta che sperare nel meglio possibile.

La sfida con Bologna

Ci viene in soccorso Bologna, la nostra amatissima avversaria. Si dice vengano in tanti nel settore ospite, del resto hanno un piazzamento playoff in ballo e la trasferta è alla portata sia per distanza che per il valore tecnico delle squadre. Si dice rientri il signor simpatia, al secolo Alessandro Gentile. Qualcuno ricorda la manfrina di Stefano Gentile un paio di anni fa, al PalaCarrara, quando finirono espulsi Knowles e Lombardi?

Insomma, i ragazzi faranno la loro parte in campo, sono ragionevolmente certo non mancherà il caloroso apporto dagli spalti. Vero, non conta molto, ma si tratta di dare un dispiacere a Bologna. Se non ora, quando?


La Redazione

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