La ricerca  |  gennaio 5, 2024

La Via della Castagna e del Carbone, tra “pan di legno e vin di nuvoli”

Un sentiero suggestivo lungo il corso del torrente Orsigna porta al Molino di Giamba con le macine ancora oggi in azione. Un osservatorio privilegiato per capire come avveniva la lunga lavorazione delle castagne, che in passato hanno sfamato intere generazioni della montagna pistoiese. L’altro elemento distintivo è il carbone vegetale con al centro la figura del carbonaio. E i carbonai si trasferivano per lunghi periodi dell’anno in altre località, in Maremma, in Sardegna ma anche in Corsica e perfino in Brasile.
L’itinerario dell’Orsigna è visitabile nel periodo estivo o su prenotazione in compagnia di una guida dell’Ecomuseo

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Il molino di Giamba a Orsigna

Questo è il secondo articolo che l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese ha preparato per la Voce della Montagna per illustrare i vari itinerari che lo contraddistinguono, i musei, le attività. Dopo una prima pubblicazione sull’Itinerario del ghiaccio, stavolta tocca alla via della castagna e del carbone.

 

In montagna l’autunno è forse la stagione più affascinante dell’anno: è il tempo della raccolta delle castagne, “dell’andar per funghi” e delle passeggiate nei boschi per ammirare il foliage prima dell’arrivo dell’inverno. Se quello che cercate è un’immersione in un’atmosfera autunnale allora la Via della Castagna e del Carbone a Orsigna è quello che fa per voi. Un sentiero suggestivo che scendendo lungo il corso del torrente Orsigna vi consentirà di raggiungere il Molino di Giamba. Le macine del mulino vengono azionate ancora oggi, come nei secoli passati, grazie alla forza motrice dell’acqua che consente la macinazione delle castagne per la produzione della farina dolce. L’attraversamento del corso d’acqua è consentito grazie a due ponti in legno costruiti sul progetto di Leonardo da Vinci. La lavorazione delle castagne è una lunga procedura che inizia con la raccolta nella selva, cioè un castagneto domestico gestito dall’uomo, e prosegue nel metato (o caniccio) una struttura in pietra dove vengono lasciate ad essiccare a fuoco lento le castagne per quaranta giorni prima di poter essere macinate. Dalla macinazione delle castagne si ottiene la farina dolce, che trova numerosi impieghi nei piatti della tradizione culinaria popolare, come i necci, le frittelle dolci, la farinata o la polenta dolce. Il castagno ha rappresentato da sempre “l’albero del pane” per gli abitanti della Montagna Pistoiese, sfamando generazioni di persone grazie ai suoi frutti autunnali, specialmente durante periodi avversi quali guerre e carestie.

L’altro elemento distintivo della Via è il carbone vegetale, che veniva prodotto da figure specializzate chiamate carbonai. Lasciato alle spalle il Molino di Giamba il percorso si snoda fino a raggiungere la capanna del carbonaio dove avrete modo di entrare letteralmente all’interno di una struttura rappresentativa di questa importante attività del passato che fu, insieme alla produzione del ghiaccio nella Valle del Reno, la principale fonte di sostentamento per gli abitanti della Montagna. Quello del carbonaio (o carbonaro) fu un mestiere significativo esportato dalla Montagna Pistoiese in altre aree d’Italia o del mondo come la Maremma, la Sardegna, la Corsica o addirittura il Brasile! Pistoiese in molte terre di emigrazione era sinonimo di carbonaio e i pistoiesi hanno tagliato legna e prodotto carbone dovunque ci fossero boschi. Il mestiere consisteva nella produzione del carbone vegetale all’interno di strutture dette carbonaie, di cui potete ammirare una fedele ricostruzione. La lavorazione avveniva attraverso la lenta combustione della legna, che veniva ricoperta da zolle di terra (dette pellicce) a scopo isolante. Gli addetti alla produzione del carbone trascorrevano la notte all’interno di capanne, dove erano soliti raccontarsi storie, racconti o recitare versi danteschi durante le veglie serali.

La Via della Castagna e del Carbone è inserita all’interno dell’Itinerario della Vita Quotidiana dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, che permette di confrontare le abitudini di vita odierna con quelle dei nostri antenati, evidenziando come, nell’arco di pochi decenni, sia radicalmente mutato il nostro rapporto con il lavoro e con l’ambiente. Le trasformazioni della società sono state infatti a dir poco impressionanti e sono avvenute in un arco temporale molto limitato. La Via della Castagna e del Carbone è visitabile nel periodo estivo o su prenotazione in compagnia di una guida dell’Ecomuseo. La visita al percorso è consigliata in tutti i periodi dell’anno perché trasmette sensazioni uniche e consente di ammirare panorami differenti con il mutare delle stagioni: tra montagne innevate sullo sfondo, profumati fiori primaverili o verdi chiome estive. La Via della Castagna e del Carbone di Orsigna è gestita dall’Associazione Culturale “I Tre Mulini”, aderente al Sistema Museale della Montagna Pistoiese (SIMOP) in collaborazione con l’Associazione Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

Per informazioni chiamare l’Ecomuseo al numero verde 800 974 102 oppure consultare il sito web www.ecomuseopt.it


La Redazione

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