MadeInPIT, Ambiente, Economia  |  giugno 9, 2022

Concluso il P.i.T. Alta Montagna Pistoiese: il bilancio di due anni di attività

Convegno a Gavinana per tirare le somme del progetto coordinato da Impresa Verde Coldiretti Pistoia e realizzato grazie al contributo PSR 2014-2020 della Regione Toscana. Al centro della discussione le buone pratiche di gestione del territorio, di agricoltura locale per la tutela dell'ambiente e della difficile convivenza tra fauna selvatica e pratiche agricole e pastorali

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GAVINANA (SAN MARCELLO PITEGLIO) – Dopo due anni di attività, si è conclusa l’esperienza del Progetto P.I.T. ALTA MONTAGNA PISTOIESE, coordinato da Impresa Verde Coldiretti Pistoia e realizzato grazie al contributo PSR 2014-2020 della Regione Toscana.

Le risorse messe a disposizione del progetto sono state di circa 1 milione di euro e a conti fatti hanno aderito all’iniziativa una quarantina di aziende agro-pastorali del comprensorio San Marcello, Piteglio, Abetone e Cutigliano.

In tale progetto è stato coinvolto anche il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali dell’Università di Firenze per valutare dal punto di vista scientifico problemi e criticità ambientali del territorio su cui si è intervenuti.

Il Convegno di Palazzo Achilli a Gavinana

Le conclusioni del P.I.T sono state presentate a Palazzo Achilli (Gavinana) il giorno 8 Giugno alla presenza di autorità locali e regionali e di alcuni docenti universitari fiorentini referenti del progetto.

Si è parlato di buone pratiche di gestione del territorio, di agricoltura locale per la tutela dell’ambiente e della difficile convivenza tra fauna selvatica e pratiche agricole e pastorali.

L’incuria e l’abbandono della nostra montagna degli ultimi 70 anni presentano ora il conto e e gli ultimi imprenditori agro-silvo-pastorali che vi operano si trovano di fronte a problemi di ogni tipo e per loro è difficile far impresa quando il degrado, la fauna selvatica e le pastoie burocratiche ostacolano quotidianamente le loro attività.

Sono quindi costretti a erigere recinzioni per poter coltivare e allevare e non sempre esse sono sufficienti a contenere gli ungulati, che in montagna si sono moltiplicati considerevolmente e che negli anni prossimi minacceranno anche le imprese agricole cittadine.

E’ dunque il momento di decidere se nei prossimi vent’anni si vorrà una montagna inselvatichita e priva di aziende – custodi del territorio oppure se, più ragionevolmente, si opterà per una gestione più equilibrata del rapporto tra attività umane e territorio montano.

Ed ancora, bisognerà decidere se queste nostre terre alte dovranno essere governate da leggi e regolamenti improntati ad un burocratismo lontano dalla realtà e dai veri bisogni della gente di montagna, oppure se si vorrà creare un nuovo patto tra il Pubblico e il Privato che consenta al Primo di vigilare ed al Secondo di operare con minori vincoli e restrizioni, perché chi vive in montagna è il primo che la ama e che ne vuole proteggere l’integrità.

La sensazione, dunque, è che progetti come il P.I.T vadano verso la direzione giusta, che debbano essere rafforzati nei prossimi anni e che si debba incoraggiare giovani a far impresa in montagna.

Ma siamo sicuri che la farraginosità burocratica di questi progetti e ancor di più l’astrusità dei vincoli e dei regolamenti che vigono nelle terre alte consentano una piena realizzazione degli obiettivi finali che si vogliono raggiungere?

L’auspicio è che chi legifera conosca davvero la realtà e le esigenze di chi vive e opera quotidianamente nelle aree montane e non agisca sulla base di input elettoralistici o di un ambientalismo metropolitano che sta mostrando tutti i suoi limiti.

  

Due momenti del convegno

 


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)