Pistoia, Personaggi e Interpreti  |  ottobre 23, 2026

Michelangelo Ricci, l’uomo che fa rivivere la preistoria

L’incontro a Castello di Cireglio in occasione della sua mostra. In esposizione modelli di teschi, dinosauri, armi degli uomini primitivi. Il sogno, fin da giovanissimo, di abbinare la scultura alla paleontologia e poterla mostrare al grande pubblico internazionale: “Ormai i miei modellini sono presenti nei musei di tutta Europa e continuo ad avere richieste che fatico ad esaudire”. Le consulenze scientifiche sui reperti fossili alla base del lavoro: si parte con la scultura, poi l’impianto con l’argilla, i gessi e la colatura della gomma quindi il modello in resina. Infine la produzione in serie e la vendita

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Michelangelo Ricco mentre spiega il suo lavoro agli alunni della scuola di Cireglio

E’ sempre motivo di grande orgoglio e soddisfazione per un insegnante ritrovare dopo tanto tempo alunni ancora grati per ciò che hai cercato di trasmettere loro quando erano a scuola. Ogni volta che accade di incontrarli è come riallacciare un discorso che pare interrotto solo qualche ora prima, anche se sono trascorsi quarant’anni.

E’ successo qualche giorno fa con Michelangelo Ricci, che ho conosciuto all’Istituto d’Arte “Petrocchi” di Pistoia nel 1988. Allora mi ha subito colpito perché era un giovane pieno di un’inquietudine vulcanica e creativa; già scalpitava per aprirsi una strada propria nella vita. Dico “propria” perché Michelangelo non era proprio un tipo da definirsi omologato. Poco incline ai compromessi, manifestava un carattere apparentemente ispido, ma solo perché si sentiva stretto nei panni dello studente modello. Si poteva amare o scontrarsi con lui. Non esistevano vie di mezzo. Ma molti lo amavano.

L’evento di Castello di Cireglio

Con grande piacere ho rincontrato Michelangelo Ricci domenica 4 ottobre a Castello di Cireglio in occasione dell’esposizione di alcuni suoi modelli in scala ridotta dedicati alla Preistoria. Tutti di sua creazione.

Dopo i saluti mi ha presentato Efi, la sua bellissima moglie greca (la Penelope omerica me la raffiguro proprio così!) ed il figlioletto Galileo.

A differenza di quarant’anni fa il volto di Michelangelo è schermato da occhialoni neri, cuffia nera che contiene una capigliatura fluente ed una maglietta, anch’essa nera. Questo è il suo personaggio, ma quando si toglie gli occhiali è il solito ragazzo che ho conosciuto allora, scanzonato, intelligente, curioso e affettuoso.

Intorno al tavolo dove erano esposte le sue creazioni, un brulicare di bambini che chiedevano informazioni su un teschio, su un dinosauro strano o sulle armi degli uomini primitivi. E lui a spiegare pazientemente, concludendo ogni spiegazione con una massima rivolta ad ognuno di loro “Ricorda, più sai, più sei”.

Una storia avventurosa

“La determinazione di realizzare il mio sogno di abbinare la scultura alla paleontologia – spiega Michelangelo – mi ha spinto a bussare, prima alla porta del Museo di Paleontologia di Firenze, poi a quella del Louvre, a Parigi. Avevo 19 anni e sono partito con uno zainetto che conteneva alcune mie piccole sculture didattiche dedicate alla Preistoria, che ho proposto ai direttori dei due musei. Sono piaciute subito e da lì ho cominciato a produrre una linea creativa che ho sempre più ampliato, estendendola al grande racconto dell’evoluzione. Ormai i miei modellini sono presenti nei musei di tutta Europa e continuo ad avere richieste che fatico ad esaudire”.

Una attività “scientifica”

Le ricostruzioni dei modelli non sono casuali. Qui Michelangelo tiene a precisare che “prima di realizzare un modello mi avvalgo di consulenze scientifiche specializzate che mi illustrano con precisione le forme originali dei reperti fossili. Da queste informazioni parto per impostare prima la scultura, poi l’impianto con l’argilla, poi ancora i gessi più la colatura della gomma. Insomma, un lavoro lungo prima di arrivare alla versione definitiva del modello in resina. Dopo ciò c’è un’altra fase, forse ancor più complicata, cioè la produzione in serie e la vendita che richiedono forme di collaborazione con altri laboratori artigianali”.

L’esperienza greca

Da dieci anni Michelangelo vive in Grecia, anche se periodicamente ritorna alla sua casa natale di Santomoro, poco sopra Pistoia. “Tre anni fa sono stato nominato direttore didattico del Museo del Parco della Cultura di Atene ed il mio incarico è quinquennale. Poi tornerò in Italia. Il mio compito prevede la realizzazione di corsi laboratorio didattici incentrati sull’Evoluzione e, con mia grande soddisfazione, il numero degli alunni è aumentato considerevolmente fino a raggiungere le centottanta iscrizioni.  Nel programma ho inserito anche la figura di un grande scienziato italiano, Leonardo da Vinci, che raccoglie l’interesse e le simpatie di tutti i giovani greci”.

La passione per il canto

Forse non tutti sanno che Michelangelo Ricci è stato ed è un cantante rock e cantautore, ma l’amore per la musica era già iniziato a otto anni. Comunque, anche in questa veste, è spinto dalla ricerca della verità, perché come ama dire lui rammentando Otello, un suo anziano paesano, “la verità viene sempre a galla”.

Se si deve fare una sintesi di un personaggio così poliedrico si può dire che Michelangelo Ricci è un innamorato della vita e della sua bellezza. Un messaggio, questo, che vuole tradurre in ogni espressione della sua arte.

 

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Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)