CAMPEDA (SAMBUCA) – La precaria situazione forestale della nostra Montagna è dovuta a più di mezzo secolo di abbandono, di incuria, di miopia politica e di diluvio normativo che ne limita la gestione. Per questo è degno di rilievo un progetto, promosso da Forest Sharing (Piattaforma sviluppata da un team di professionisti di gestione dei boschi abbandonati) che ha stimolato la nascita dell’Associazione fondiaria Campeda Futura APS come strumento di gestione. A Campeda, una località situata nel comune di Sambuca Pistoiese, si sono aggregati 14 proprietari di castagneti degradati al fine di recuperarli e di gestirne insieme la rigenerazione.
Il primo intervento di recupero
Una volta individuato il sito di non grandi dimensioni, nell’inverno 2024/25 è iniziata la pulitura del sottobosco e il taglio selettivo dei polloni, ad opera dell’Associazione di Volontariato Mato Grosso; successivamente sono state realizzate potature con la tecnica del Treeclimbing per rimuovere il legno secco, ridurre la chioma dei castagni e preparare le piante alla ripresa vegetativa. Il legname di risulta è stato poi utilizzato per opere di ingegneria naturalistica, sotto la guida di Yamuna Giambastiani, dottore forestale e socio di AIPIN (Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica).
Le attività successive
Nell’Aprile 2025, sui polloni di un anno precedentemente selezionati, sono state innestate marze di varietà domestiche di marroni e si è poi proceduto all’applicazione di mastici anticrittogamici sulle ferite.
Gli innesti sono stati protetti con micro recinzioni per evitare l’aggressione da parte della fauna selvatica particolarmente abbondante. Un ultimo intervento estivo è stato infine dedicato al taglio dei nuovi getti sotto il punto di innesto ed alla potatura di allevamento per guidare la crescita delle cacciate innestate.
Le operazioni di innesto sono state effettuate dai ragazzi di AUSF (Associazione Universitaria Studenti Forestali).
Gli obiettivi del progetto
Varie sono le finalità e gli obiettivi di questo progetto.
Intanto dimostrare che è possibile un approccio condiviso del bosco e che può diventare economicamente valido ripristinare la filiera produttiva del castagno da frutto. Poi impegnarsi ad estendere il modello ad altre particelle boscate di Campeda e zone limitrofe, coinvolgendo altri proprietari e, nel contempo, consolidando la manutenzione e la custodia del territorio.
Infine, far capire che il recupero di un castagneto da frutto rappresenta un esempio concreto di come la sintonia tra proprietà privata e interesse collettivo possa diventare un volano per la rinascita della montagna.
E’ indubbio che questa esperienza di Campeda rappresenta un progetto pilota delimitato geograficamente e nell’estensione, ma è altrettanto indubbio che si tratta di un’idea replicabile in tutto l’Appennino.
la fotogallery
Un’ampia galleria fotografica degli interventi nella sezione “Fotona” a questo link
