Pistoia, Personaggi e Interpreti  |  settembre 13, 2021

Il monumento a Policarpo Petrocchi: una storia lunga e piena di sorprese

A Castello di Cireglio il penultimo evento del 2021 legato al Parco letterario. Gianluca Chelucci ha parlato dell'opera creata dallo scultore Lorenzo Guazzini e inaugurato nel 1909 alla presenza di illustri uomini politici e letterati del primo Novecento. Dalla lettura attenta della stele spiegati tanti aspetti del Petrocchi, uomo e letterato

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Qui e in homepage, il monumento a Petrocchi a Castello di Cireglio con, in primo piano, Giovanni Capecchi, il giorno dell'inaugurazione del Parco

CASTELLO DI CIREGLIO (PISTOIA) – Ieri 12 Settembre si è concluso anche il penultimo evento di quest’anno legato al Parco Letterario Petrocchi. Gianluca Chelucci ha parlato, nella sede della Locanda della Sapienza, della storia del monumento al Petrocchi, creato dallo scultore Lorenzo Guazzini e inaugurato nel 1909 a Castello di Cireglio.

Con un ampio repertorio iconografico, il Chelucci ha svelato tutte le vicende legate a quell’inaugurazione alla quale parteciparono illustri uomini politici e letterati del primo Novecento, ma anche un gran numero di “castellotti” che dimostrarono con la loro presenza l’attaccamento all’illustre compaesano.

 L’inaugurazione del monumento del 1909

I tanti aspetti svelati dal monumento

La lettura attenta della stele, che venne posizionata all’ingresso del paese, svela tanti aspetti dell’uomo e del letterato Petrocchi, che lo scultore Guazzini ha voluto evidenziare; alcuni di tutta evidenza, come l‘epigrafe dettata dal professor Alessandro Chiappelli, altri più simbolici, come le due mani, una chiusa e l’altra aperta, collocate alla base del monumento, su due lati opposti, che vogliono cogliere due aspetti dell’indole petrocchiana; uno legato al carattere chiuso, fiero e per nulla incline ai compromessi e l’altro sempre proiettato verso la solidarietà umana e l’impegno fattivo a favore dei più umili.

Insomma il ritratto di un uomo e di un intellettuale fermamente convinto delle “magnifiche sorti progressive” e incardinato nella realtà tangibile e vicina al suo paese, per l’avvenire del quale il Petrocchi si è adoperato instancabilmente e non senza sacrifici anche economici.

Tutto questo ha ricordato lo storico dell’arte Gianluca Chelucci, che ha sapientemente ricostruito anche la temperie culturale nazionale ed europea in cui questo splendido montanino si è formato, senza mai dimenticare il suo caro “nido” natìo.


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)