Una Montagna di Parole, Non solo libri  |  agosto 8, 2021

La nostra lingua si è davvero impoverita. Ce lo conferma il vecchio Dizionario del Petrocchi

Sfogliando l'opera del lessicografo di Castello di Cireglio si incontrano tanti modi di dire fondati sulla quotidianità spicciola e contadina. Lo spazio alla dissacrazione bonaria, le parolacce addolcite, i tipi umani, i verbi intraducibili e quelli molto espressivi

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Qui, e nella homepage, il monumento a Petrocchi a Castello di Cirelio

Della nostra cultura montanina è rimasto poco o niente in questa nostra contemporaneità becera, virtuale e anonima. Perciò non resta che rivolgersi al passato per ritrovarne le radici.

Limitandosi all’ambito linguistico, non c’è di meglio del Dizionariodella Lingua italiana di Policarpo Petrocchi per individuarne alcune caratteristiche, la prima delle quali è senz’altro il fortissimo legame con la realtà, quella vera, di tutti i giorni.

Certi modi di dire dai risvolti morali si fondavano sulla quotidianità spicciola e contadina.

  

Petrocchi e il suo dizionario

Modi di dire basati sulla vita di tutti i giorni

Ad esempio, Chi dorme coi cani si leva con le pulci era una massima per mettere in guardia dalle cattive compagnie, così come, l’ancora più espressivo Ti riconosco, disse il culo all’ortica.

Contro l’ozio valeva il detto Quattre quattr’otto doman fa la luna; oggi si stenta domani si digiuna; riservato ai poveri in canna c’era Andar a raccattare il concio col corbellino e il grande valore dell’esperienza veniva riconosciuto nell’adagio Val più un vecchio in un canto che un giovane in un campo.

All’egoista si diceva Arrosto che non mi tocca lo lascio bruciare e nei confronti dei profittatori era rivolto Io fo come l’asino, porto il vino e bevo l’acqua.

La dissacrazione bonaria

La bonaria dissacrazione era un’altra caratteristica della parlata di quassù. Mettere a tavola un giovane era come dire Dominus vobisco, dammi il piatto che te lo ripulisco, o andare a mangiare all’osteria richiamava il detto All’entrar Salve regina, a mangiar, vita dulcedo e a pagar Te suspiramus.

Le sostituzioni alle parole più triviali

Certe parole triviali, poi, erano talvolta sostituite da altre più tenui ed evocative: a volte le natiche diventavano gli embrici (gli tirò un calcio negli embrici), oppure le budelle erano i dientrumi o ancora il culo si trasformava nello Zibeppe.

I tipi umani

Ma nella definizione dei tipi umani si trova il massimo del realismo.

Il fiaccamidolle era ogni uomo fiacco, debole; il crostino, uno dal carattere difficile; il ficolesso indicava lo smorfioso; il rompimusi, un arrogante; brocciolo era una persona dalla testa grossa e dura ecc.

Sulla realtà si modellavano, dunque, la vita e la lingua e la realtà forniva un vocabolario vivo ed espressivo.

Verbi intraducibili

Alcuni verbi che riporta il Dizionario Petrocchi sono oggi intraducibili, tanto sono pregnanti, come zaccagnare (darsi troppo da fare), allucignolare (ridurre in malo modo qualcosa), aggattigliarsi (leticarsi), avvincigliare (stringere forte).

…e verbi molto espressivi

Allo stesso modo rende più l’idea cianciucare o mangiar lentamente? Incatricchiare o arruffare? Nafantare o affannarsi? Pappatoria o mangiata? Rimprosciuttire o dimagrire?

Lascio decidere a coloro che hanno la pazienza di leggere queste poche righe.


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)