Sambuca, Ambiente  |  dicembre 12, 2020

Crollo dell’argine del torrente Limentra Orientale, chiesto incontro urgente alla Provincia

Lettera del Comitato dei cittadini al presidente Marmo per conoscere il programma dell'ente sul muro crollato e, più in generale, sulle criticità della Strada Provinciale 24. Inviato in aprile un dossier con fotografie e proposte di interventi. Critiche ai lavori del 2018 con il "disgaggio" di massi e la realizzazione di "un'inutile barriera in blocchi di cemento". Secondo i firmatari sarebbero stato più utile il rifacimento di "alcuni tratti della pavimentazione degradata, pulire le zanelle invase dalla vegetazione, completare la segnaletica"

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SAMBUCA – Di seguito il testo del Comitato dei cittadini della Limentra Orientale al presidente della Provincia, Luca Marmo, sul  crollo muro di argine dello stesso torrente nei pressi della località l’Acqua e altre criticità, con una richiesta di un incontro urgente.

 

Il testo della lettera

Buongiorno, qualche giorno fa è crollato il muro di argine del torrente Limentra Orientale presso l’abitato de L’Acqua, comune di Sambuca Pistoiese. Da oltre due anni il nostro Comitato di cittadini ha portato all’attenzione della sua Amministrazione e degli altri Enti, (Comuni di Sambuca e di Pistoia, Prefetto di Pistoia, Comune di Cantagallo e Provincia di Prato), la grave situazione della strada e delle sue opere d’arte. Abbiamo mandato una petizione, firmata da circa 800 persone, alle varie Autorità, in ultimo, (aprile 2020), abbiamo inviato a lei un dossier, con proposte di intervento e foto dei vari tratti in stato di grave degrado.

L’unico intervento di un certo rilievo effettuato dalla Provincia di Pistoia, è stato, nell’autunno 2018, quello di disgaggio di massi sul versante roccioso nella località I Cigni e al termine di questo il posizionamento di un’inutile barriera in blocchi di cemento e sovrastante rete metallica con pali in legno: barriera, costata circa 49.000 euro, non solo inutile ma pericolosa perché ha ristretto la carreggiata in un tratto con curve e controcurve; a due anni di distanza, alle spalle della barriera non si trova alcun sasso, quindi è evidente che sarebbe stato più che sufficiente limitarsi al disgaggio dei massi e spendere i soldi della barriera per altri interventi urgenti, come rifare alcuni tratti della pavimentazione degradata o pulire le zanelle invase dalla vegetazione, completare la segnaletica, ecc. Riguardo al muro di argine crollato abbiamo sollecitato più volte la Provincia, in particolare i suoi tecnici, ad intervenire per evitarne il crollo. Ci è stato risposto che era già stato fatto il progetto e stanziati i soldi: perché, allora, non si è intervenuti per evitare ulteriori danni ed il rischio, ora incombente, che oltre al muro di argine, frani l’intero rilevato stradale con conseguente interruzione della viabilità e possibile ostruzione del torrente?

Altre gravi situazioni critiche sono presenti sul percorso che va da Valdibure al Fosso dei Confini, come il degrado delle strutture del ponte in c.a. presso l’Acqua, i cedimenti del piano stradale in altri punti, come documentato dalle varie foto a suo tempo inviate, le innumerevoli buche e lesioni della pavimentazione, la vegetazione che è cresciuta ormai sulle zanelle e sulle banchine, e quella che incombe sulla strada dai versanti di monte.  Le chiediamo un incontro urgente con una nostra delegazione di poche persone, per rispettare le esigenze di sicurezza anti-Covid, perché vogliamo sapere progetti, fondi e tempi di intervento sia per riparare il grave danno verificatosi col crollo del muro di argine a l’Acqua, per scongiurare ulteriori crolli,  per effettuare gli altri lavori che rendano, finalmente, percorribile in sicurezza la s.p. 24, arteria di vitale importanza per le varie frazioni della collina e della montagna pistoiese e sambucana e della Valle della Limentra Orientale”.

Per il Comitato dei cittadini della Limentra Orientale Ing Franco Matteoni


La Redazione

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