Lettere al Direttore, La ricerca  |  ottobre 28, 2018

Ex conservatorio, cancellato un altro pezzo di storia del nostro paese

Lettera alla "Voce" dopo la demolizione delle parti pericolanti dell'ex Conservatorio di Santa Caterina. I ricordi di quelli che fu quell'immobile - asilo, scuola di avviamento professionale, luogo di eventi – fino ai tempi più recenti, l'abbandono e il degrado. "Una sfacciata burocrazia in Italia blocca tutte le iniziative di salvataggio dei nostri beni architettonici"

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Sulla vicenda del Conservatorio di Santa Caterina, al centro pochi giorni fa di un intervento di demolizione in via precauzionale, riceviamo questo intervento di un lettore, Gabriele Arcangioli

“Coloro che di dovere hanno deciso questo, l’avranno sicuramente deciso per validissimi motivi. Mi chiedo però: un bene che ha vissuto non so da quando ma certamente da qualche secolo, perché mandarlo in rovina? Anche questo cancella una fetta del nostro Paese, San Marcello viene una ulteriore volta impoverito! E questo da cosa dipende? Dalla burocrazia, dal lassismo di coloro che vengono incaricati dall’alto a “curare” questo bene che era (bisogna dire così) un qualcosa di fantastico per il nostro Paese.

Tanti ricordi legati a questi luoghi

Tanti di noi che adesso ci riteniamo diversamente giovani, hanno in quei locali frequentato l’asilo d’infanzia, ancor prima le Scuole di Avviamento Professionale, tanti Sanmarcellini vi hanno abitato, tanti ragazzi hanno seguito il doposcuola gestito dalle Suore Domenicane (Suor Raimonda & C.). Per non parlare degli eventi (come si dice oggi) che hanno trovato vita nella famosissima “Sala delle Colonne (la sede dell’Azienda di Soggiorno, i ricevimenti di Zeno Colò, del Cagliari con Gigi Riva... ma vai a sapere quanti altri!!!

E non è finita: In quanti di noi hanno seguito le lezioni di musica tenute dal Maestro Davide Beschi (io sono uno dei tanti) ma quante bambine hanno frequentato i corsi di danza… Forse molti non hanno avuto la fortuna di calpestare i pavimenti dell’asilo ai tempi di Suor Maria e della Silvana e in seguito con Suor Raimonda, Suor Tommasina e le altre che vi si avvicendavano. Questi erano altri tempi. Nei tempi della fine del secolo scorso e nel quasi primo ventennio del 3° millennio, tutto quel patrimonio Sammarcellino è stato mandato a ramengo fino alla decisione della demolizione. Perché? Personalmente ritengo che – seppure con dolore – la soluzione adottata sia purtroppo l’estrema!

Come si è giunti all’attuale degrado

Ma nessuno si è chiesto il perché di una situazione simile? Beh io provo certo di tirarmi addosso gli strali di qualcuno. La Politica innanzi tutto, il Miur che ne risultava il proprietario, la Fondazione (o Consiglio del Conservatorio) defraudato dei suoi poteri in proposito, tante altre carancole burocratiche che, tra l’altro, non hanno nemmeno permesso di poter restaurate la bellissima Chiesa di Santa Caterina molto cara ai Sammarcellini. Tutto questo per una sfacciata burocrazia che nella nostra Italia fa bloccare tutte le iniziative di salvataggio dei nostri beni architettonici, storici, ma sopratutto di grande interesse locale. E’ proprio vero, (ed io non avrei mai voluto crederci, da sammarcellino e montanino d.o.c.) che coloro che potevano tenderci una mano per non far morire la nostra montagna siano sempre lì a parlare e non a rimboccarsi le maniche come hanno fatto i comitati parrocchiali per le feste di… che hanno voluto risvegliare la voglia di fare in tutta la nostra montagna!

Grazie a tutti coloro che vorranno leggere questo mio sfogo che sinceramente ho postato ritenendomi un montanino e un sammarcellino, che pur avendo dovuto in parte lasciare il mio paese, ha sempre ben piantate le proprie radici nella nostra terra.

Gabriele Arcangioli


La Redazione

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