La ricerca  |  luglio 16, 2017

Migranti, i numeri confermano: in montagna il grosso delle presenze

Ripartizione di profughi e richiedenti asilo in base ai residenti: ecco le cifre di uno squilibrio. I Comuni con i numeri più alti sono Abetone Cutigliano + 74, Marliana +61, San Marcello Piteglio + 59, Pistoia + 87 (diversi dei quali in località montane e collinari). In pianura in molti non hanno fatto la propria parte: record negativo a Quarrata (-64), male Montecatini (-46) e Agliana (-34). L'appello del presidente della Provincia: "Evitiamo che si creino condizioni di disparità con le comunità che hanno già dato molto in termini di accoglienza"

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Centro di accoglienza Massa e Cozzile. Nella foto grande Le Piastre (foto Simone Margelli)

PISTOIA – Che stia diventando il tema dominante di questa estate torrida (in tutti i sensi), non ci sono più dubbi. Quale sia il reale grado di emergenza e quanto sia destinato a durare il problema dei flussi migratori verso l’Europa, Italia in primis, è difficile dirlo. Certo, le facili semplificazioni non aiutano né aiuteranno. Non quelle di chi afferma l’accoglienza indiscriminata, come usa dire oggi senza se e senza ma; non quelle di chi pensa di ergere muri più o meno metaforici. E anche chi dice, non da oggi, che sarebbe giusto intervenire laddove i problemi esistono e causano gli esodi di massa (guerre, regimi assolutisti, carestie, povertà), dovrebbe spiegare come (chi aiuta chi, con quali e quanti mezzi, con quali progetti di sviluppo ecc ecc). Insomma pare proprio che questo tema, enorme ed enormemente complesso, ci accompagnerà chissà per quanto. La soluzione non è a portata di mano (semplicemente perché “la soluzione” non c’è) si tratta di trovare modalità di gestione e convivenza. Con questo come con ogni fenomeno. Prima di arrivare a situazioni di non ritorno, prima che suonino allarmi peggiori di quelli che già si sono sentiti, sarà meglio gestire questo fenomeno senza parossismi (a tale proposito consigliamo la lettura dell’articolo di apertura che compare proprio stamani sul principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera, a firma Goffredo Buccini a questo link)

Il caso della provincia di Pistoia

Anche la provincia di Pistoia non fa eccezione. Proprio negli ultimi giorni si sono ripetute prese di posizione di sindaci che intimano stop a nuovi arrivi di profughi e richiedenti asilo nei loro territori o a proteste di cittadini (a volte prima ancora che un insediamento sia davvero messo in funzione). Non vogliamo aggiungere considerazioni alle tante già fatte. Un’unica sottolineatura per i territori dei quali principalmente ci occupiamo. I dati ufficiali sui quali hanno discusso tutti i Comuni in una riunione convocata martedì scorso, 11 luglio, in Provincia (e che pubblichiamo nella scheda qui sotto), fotografano la distribuzione di migranti, comune per comune: non importa essere dei geni della statistica per capire che proprio la montagna ha dato moltissimo in termini di accoglienza. E vorremmo anche aggiungere che proprio nelle varie località della montagna pistoiese, salvo episodi del tutto marginali, la popolazione locale ha mostrato grande disponibilità, capacità di aiutare e integrare le persone che sono qui di passaggio (per quanto tempo è ancora da capire).

In montagna i numeri più alti di migranti

Scorrendo i dati si nota che rispetto alle quote previste in base alla popolazione dal Piano del Ministero dell’Interno, tutti i Comuni della montagna hanno numeri assai più alti. E non solo in termini percentuali, a volte anche in termini assoluti. Abetone Cutigliano conta 86 presenze, ovvero 74 in più della sua quota, Marliana 73, più 61, San Marcello Piteglio 88, più 59; infine Pistoia ne conta 417, ovvero più 87 del previsto, molti dei quali proprio in zone collinari a montane (solo Sambuca sta un po’ meglio con +5 profughi).

A dispetto delle presenze in eccesso nelle terre alte, nella piana le cose vanno diversamente: Agliana ha meno 34 ospiti rispetto a quelli previsti in base alla popolazione, Quarrata -64 (il più basso di tutta la Provincia) e anche Serravalle ha un segno meno (28), mentre Montale solo -5. Nella Valdinievole sono più o meno sulle quote previste Larciano, Pescia, Ponte Buggianese e Uzzano, ne ospita 12 in più Lamporecchio, tutti gli altri hanno meno presenze delle quote assegnate: -9 Chiesina, -13 Pieve a Nievole, -15 Uzzano, -16 di Massa e Cozzile, -17 Monsummano e -46 Montecatini (nella scheda i dati esatti, con il numero di abitanti, le quote previste, il numero di strutture Cas e Sprar per Comune, con le relative presenze).

Dati da non sottovalutare

Insomma, la Provincia di Pistoia nel suo complesso ha già fornito ampie risposte, ma non lo hanno fatto in modo omogeneo tutte le municipalità. Se nel prossimo futuro dovranno essere individuate altre disponibilità, da questi dati sarà bene non prescindere. Per evitare di spazientire chi di pazienza ne ha dimostrata già molta. Un concetto già espresso qualche giorno fa dal presidente della Provincia Rinaldo Vanni, al termine della riunione con i sindaci di tutti i Comuni: “In caso di nuove quote da assegnare, dovrà essere cura della Prefettura dirottare i flussi sui comuni che sono al di sotto del rapporto scaturito dall’accordo citato (ndr. l’Accordo fra Ministero Interno e Anci che prevede il rapporto di 2,5 migranti ogni 1000 abitanti) per evitare che si creino condizioni di disparità con le comunità che hanno già dato molto in termini di accoglienza e alle quali oggettivamente non si può chiedere di più. Questi Comuni – è la conclusione di Vanni – sicuramente sapranno dare il loro contributo con un gesto di solidarietà umanitaria ed istituzionale, anche in virtù di una credibilità degli accordi stessi e di chi per legge quegli accordi li deve attuare”.

La scheda con le quote assegnate ai comuni e le reali presenze nelle strutture C.A.S. E S.P.R.A.R.

(cliccare sull’immagine per ingrandirla)

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Le foto sono tratte dall’Intervista al Fotografo Simone Margelli:

Simone Margelli: racconto il mio tempo con la fotografia


Paolo Vannini

Laurea in scienze politiche, giornalista professionista dal 1998, ha lavorato nei quotidiani La Nazione e Il Giornale della Toscana (edizione toscana de Il Giornale), è stato responsabile dell'Ufficio comunicazione del Comune di Firenze, caporedattore dell'agenzia di stampa Toscana daily news, cofondatore e vice direttore del settimanale di informazione locale Metropoli. Ha lavorato presso l'Ufficio stampa di Confindustria Toscana, ha collaborato e collabora per diverse testate giornalistiche cartacee e on line - fra queste il Sole 24 ore centronord, Il Corriere Fiorentino (edizione toscana del Corriere della Sera), Radio Radicale - si occupa di uffici stampa e ghost writing.