Personaggi e Interpreti  |  settembre 29, 2026

Mirtillo contro castagna: il processo del secolo sulla Montagna Pistoiese

Resoconto immaginario della lotta giudiziaria fra due prodotti tipici delle nostre terre alte. L’accusa alla castagna è tentata asfissia sensoriale premeditata a causa della sua pesantezza strutturale. Quella nei confronti del mirtillo di invasione abusiva di domicilio culinario: è troppo acido e sporca tutto di viola. Il verdetto: assolti entrambi dalle accuse ma costretti a coabitare in tutti i menu della zona

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Tempo di lettura: circa 7 minuti
Farina di castagna e mirtilli

Disclaimer/Avviso ai lettori

Cari amici de “La Voce della Montagna”, sarà stata una stagione particolarmente calda, sarà stato un sovradosaggio di zuccheri o un improvviso colpo di sole, di ombra o di sonno, fatto sta che l’immaginazione oggi ha preso il sopravvento. Quello che state per leggere è un resoconto (del tutto folle, ma dettagliato) del Processo del Secolo (che poi sono solamente 26 anni) sulla Montagna Pistoiese: una lotta giudiziaria tra la Castagna e il Mirtillo. Mettetevi comodi, pensate quello che volete, sospendete l’incredulità e lasciate che la mia fantasia vi porti in aula.

Come tutti i montanari e montanini ben sanno, e pure qualche forestiero cittadino, la stagione del mirtillo finisce generalmente a settembre, mentre quella della castagna ha inizio tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre. Un normale cambio di frutto in un normale cambio di stagione? Per molti, per non dire tutti, sì. Per me, è diventato invece un’occasione per descrivere il più grande processo giudiziario del XXI secolo sulla Montagna Pistoiese.

Mi sono ritrovato a riflettere sulla rivalità culinaria e simbolica tra il Mirtillo, aristocratico dell’estate, e la castagna, regina dell’autunno e la cosa l’ho trasformata in un evento giudiziario con tanto di giudice, avvocati, testimoni e colpi di scena. Il risultato è questo articolo, non cercateci morali e altre sciocchezze di questo genere: godetevi solo il viaggio della mia mente in libera uscita!

 

L’aula di Tribunale

Il Tribunale è posto presso la sede del C.A.I. in località Orsigna, trasformato per l’occasione in aula giudiziaria con tanto di riscaldamento a stufa di ghisa.

Giudice Monocratico: Il saggio Dott. Sasso, assistito dal cancelliere Dott. Cimballo Viola.

Il Dott. Sasso è la figura ideale per rappresentare la neutralità del processo. Nato e plasmato nell’ambiente naturale che ospita sia il castagneto che mirtilleto, garantisce l’assenza totale di conflitti d’interesse. Levigato dalle acque del torrente, conosce le ragioni di tutti senza prendere le parti di nessuno, inoltre la sua durezza evoca immediatamente la fermezza della sentenza.

Accusa: il Mirtillo, detto “Blu del Crinale” (rappresentata da un avvocato d’affari di Montecatini Terme). Difesa: la Castagna, detta “Marrone del Metato” (Rappresentata da un agguerrito avvocato di Pistoia, che paga le tasse in legna da ardere).

 

Il Dibattimento

Il Giudice Sasso batte sul tavolo con un pestello da polenta di faggio. L’aula è gremita: ci sono funghi porcini in prima fila che scommettono sull’esito, lamponi coltivati (venuti a fare spionaggio industriale) e anziani della zona di Maresca che commentano a voce troppo alta.

Giudice Sasso: “Silenzio in aula! Maremma trotta piana! Se sento volare un’altra mosca vi mando tutti a spalare la neve sul Passo dei Due Sassi, non per niente sono il giudice Sasso. Oggi discutiamo la causa penale-gastronomica n. 1042: Mirtillo del Crinale contro Castagna del Metato. La seduta è aperta. Cancelliere, verbalizzi”.

Il Cancelliere Dott. Cimballo Viola affonda subito le mani nella sua smisurata borsa di cuoio. Fruga con foga: ne cava fuori un pacchetto di cracker sbriciolati, tre paia di occhiali da lettura e un vecchio mazzo di chiavi, ma della penna e del quaderno nessuna traccia.

“Cancelliere, stiamo aspettando che sia pronto!”, azzarda il giudice, squadrandolo sopra la montatura degli occhiali. “Un secondo solo, Vostro Onore”, balbetta Cimballo Viola, cominciando a svuotare anche le tasche della giacca con gesti sempre più frenetici.

Mentre dalle retrovie si sollevano sussurri e bisbigli, il Cancelliere tenta la carta della disperazione: si gira verso il piantone dei Carabinieri all’ingresso e mimando il gesto dello scrivere sussurra ad alta voce: “Una penna! Un foglio! Qualsiasi cosa!”. Il piantone allarga le braccia, immobile come una statua. “Cimballo Viola,” lo interrompe il giudice con tono glaciale “vuole che verbalizziamo la scomparsa dei suoi attrezzi del mestiere?”. “Trovato tutto!”, esclama d’un tratto Cimballo, “Tutto sotto controllo, Vostro Onore. Possiamo procedere”.

Spazientito da quanto avvenuto il Giudice Sasso dà il via al processo:”La seduta è aperta, Avvocato dell’accusa, esponga i fatti.”

L’Arringa dell’Accusa: “Un attentato all’eleganza”

L’avvocato di Mirtillo si sistema la cravatta di seta e prende la parola con tono drammatico.

“Signor Giudice, signori della giuria, che vedo composta prevalentemente da golosi, siamo qui oggi per denunciare un reato gravissimo: tentata asfissia sensoriale premeditata. Il mio cliente, il raffinato Mirtillo, un’eccellenza che cresce solo dove l’aria è pura e i turisti perdono il respiro per la fatica, è stato barbaramente aggredito da una sostanza polverosa, pesante, che definiamo senza timore ‘farinosa’.

Ogni volta che il mio cliente cerca di esprimersi in un dolce, la qui presente imputata, Castagna, interviene con la sua pesantezza strutturale. Pretende di fare da base, ma in realtà crea un muro di carboidrati! Un neccio di Castagno, senza l’adeguato soccorso del mio cliente, è paragonabile a un deserto di sabbia. Chiediamo i danni morali e l’allontanamento forzato di Castagna da qualsiasi preparazione sopra i 500 metri!”

Un mormorio di indignazione sale dai banchi del pubblico presenti in aula.

La Difesa di Castagna: “L’orgoglio del lavoratore”

L’avvocato di Castagna si alza, si abbottona la giacca di velluto a coste consumata sui gomiti e appoggia le ruvide mani sul tavolo.

“Signor Giudice, qui si sta ribaltando la storia! Quest’aula è riscaldata con legno di castagno, le sedie su cui sedete sono di castagno, e ora scopriamo che la mia cliente, che ha salvato questa valle dalla carestia mentre il signorino qui presente faceva il divo sulle vette, sarebbe un pericolo pubblico?

La verità è un’altra! La mia assistita, Castagna con relativa Farina Dolce, è una vittima di invasione abusiva di domicilio culinario. Noi eravamo tranquilli nel nostro neccio, abbracciati alla nostra legittima e cara amica, la Ricotta. All’improvviso, con la scusa del ‘tocco gourmet’, questo Mirtillo si è infilato nel mezzo. È acido, sporca tutto di viola, che non va via nemmeno col lavaggio a novanta gradi, e pretende pure di comandare a casa nostra! Chi è il vero aggressore?”

In quell’istante un moto di sdegno collettivo si propaga rapidamente dalle prime file del pubblico fino in fondo. Si sente un fitto e basso brusio di commenti disgustati.

Le prove schiaccianti

Entrambi gli avvocati producono reperti a discarico, per dimostrare cioè l’innocenza del proprio assistito. Reperto A, prodotto dall’avvocato pistoiese: la macchia viola. Una camicia bianca di lino completamente rovinata dal succo acido di Mirtillo.

Reperto B, prodotto dall’avvocato montecatinese: il neccio strozzapreti. Un neccio di farina di castagne lasciato all’aria per due ore, diventato duro come il giudice, cioè come un sasso.

Il giudice Sasso, incredibilmente, non ammette le prove perché non c’entrano con i fatti del processo e con voce grossa come se volesse tuonare contro qualcuno esclama: “Il Giudice rilevatene l’irrilevanza, rigetta le richieste di ammissione delle prove”.

Il pubblico in aula, non conoscendo il gergo tecnico, appare disorientato. C’è chi dice: “Ma che ha detto?”, e chi sospira “Era meglio rimanere a casa”.

 

La Testimonianza Chiave: Parla la Ricotta

Viene chiamata al banco dei testimoni Ricotta di Pecora, l’unica figura neutrale della montagna, candida, morbida e notoriamente pacifista.

Giudice Sasso: “Ricotta di Pecora, lei che si trova costantemente nel mezzo di queste dispute, ci dica la verità: come stanno le cose?”

Ricotta di Pecora: “Signor Giudice, io voglio bene a entrambi. Ma devo essere onesta. Castagna, da sola, a volte esagera. Si asciuga troppo, diventa rigida, si chiude in se stessa.. Ha bisogno di me per ammorbidirsi, specialmente quando si muta in farina e poi in neccio. Ma quando arriva Mirtillo si percepisce nettamente quel brivido aspro che fa risaltare la dolcezza di Castagna. É anche vero però che senza Castagna, Mirtillo è solo un frutto estivo che svanisce al primo freddo. Senza Mirtillo, Castagna rischia di rimanere bloccata nel passato. Insomma, io faccio da cuscinetto, ma sono loro due che fanno la magia”.

 

La sentenza del giudice Sasso

Il Giudice Sasso si schiarisce la voce, batte il pestello e pronuncia il verdetto.

“Visti gli atti, sentita la testimone e considerato che ho una fame come un lupo mannaro a Londra,  questo tribunale emette la seguente sentenza:

1.  Castagna viene assolta dall’accusa di tentato soffocamento, ma è condannata a subire perennemente l’irruzione acida di Mirtillo ogni qualvolta si presenti un pasto troppo asciutto.

2.  Mirtillo viene assolto dall’accusa di leso neccio, ma gli viene fatto divieto di fare lo snob: dovrà d’ora in poi mischiarsi alla gente comune (e alla farina di castagne) per dare dignità ai dessert autunnali.

3.  Entrambi sono condannati a coabitare coattivamente all’interno del menù di tutti i rifugi della Montagna Pistoiese, sotto la stretta sorveglianza di improvvisati comitati montanini.

L’udienza è tolta”.

 

Conclusioni

Mentre l’aula veniva sgomberata tra scroscianti applausi, io mi sono svegliato da questa esplosione di fantasia e direi che: “Bene, la mia mente per oggi ha dato tutto”.

Adesso la decisione spetta alla giuria (cioè voi): A) Torno a scivere di argomenti seri prima che sia troppo tardi, B) Continuo con questo caos, proponendo anche la storia d’amore clandestina tra la Zucca e il Mandarino o un racconto sulle capriole del Capriolo, piuttosto che una storia fantasy sugli animali del bosco.


La Redazione

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