FIRENZE – “Ci hanno assicurato che la formazione sarà finanziata intorno all’80% dalla Regione Toscana e che le ore saranno in tutto 40, con la possibilità di accedere direttamente all’esame per chi ha il tesserino forestale da più di tre anni”. Così il segretario dell’Associazione boscaioli pistoiesi (Abp), Luca Matteoni, riassume la prima risposta concreta positiva ricevuta durante un incontro che si è svolto a Firenze negli uffici regionali del settore Forestazione (Direzione Agricoltura e Sviluppo rurale) per esaminare alcune problematiche degli operatori forestali toscani e in particolare delle aziende attive sulla Montagna Pistoiese. In quell’incontro e in uno successivo alla direzione Urbanistica e sostenibilità, come confermato dal vicepresidente dell’Associazione boscaioli pistoiesi Matteo Guidi, sono stati affrontati molti altri temi e i rappresentanti di Abp hanno potuto registrare altri significativi segnali di apertura da parte dei funzionari regionali.
Territorialità e premialità
Ad esempio, sulle aste pubbliche per affidare la gestione delle aree boschive di proprietà regionale, su cui si mira ad adottare in futuro “principi di territorialità e premialità” che favoriscano le ditte locali, più genuinamente interessate anche all’aspetto della tutela ambientale delle montagne pistoiesi. “Spesso – spiega il vicepresidente Matteo Guidi – vengono affidate a grandi ditte provenienti dal Nord Italia che operano senza la dovuta attenzione all’impatto dei tagli boschivi. Mentre la maggior parte delle nostre aziende forestali locali, spesso anche per via di attività multifunzionali agrituristiche, sono interessate davvero a mantenere un ambiente bello”.
I vincoli eccessivi delle VIA
Un altro problema molto delicato, fa sapere Matteo Guidi, è stato quello della sostenibilità sulle conseguenze della direttiva Habitat, da cui è nata la Rete Natura 2000, composta da Zone a protezione speciale (Zps), dedicate agli uccelli selvatici, e dalle Zone speciali di conservazione (Zsc), dedicate agli habitat. “Molti boschi privati della Montagna Pistoiese – spiega Guidi – sono Zps e queste sono soggette, per qualsiasi tipo di intervento forestale, oltre all’autorizzazione dell’ufficio dell’Unione, anche alle Valutazioni d’incidenza ambientale (Vinca). Il problema è che queste Vinca hanno ritardi tali da fare saltare i lavori e in alcuni casi tornano con vincoli stagionali, ad esempio stop ai tagli in estate, forse appropriati per la macchia mediterranea ma del tutto fuori luogo per le montagne oltre i mille metri, dove non si può lavorare d’inverno”.
