GAVINANA (SAN MARCELLO PITEGLIO) – “È venuto il tempo di risalire, per allontanare le minacce ambientali, sociali e politiche del nostro tempo. Dalla montagna perduta alla montagna ritrovata, per una nuova centralità dell’Appennino, spina dorsale del Paese”. Sta tutto qui il senso di Rivoluzione appenninica, iniziativa nata dal basso e supportata da un gruppo di studiosi e operatori territoriali che aspira a diventarne laboratorio e movimento. Partito da ‘Terra Selvaggia’ e Amo la Montagna’, due associazioni dell’Appennino Pistoiese, il progetto riguarda i problemi dell’abbandono e della possibile rinascita delle terre alte: dalla drammatica perdita di patrimonio umano, storico e ambientale al danno irreparabile che questo comporta anche per le zone metropolitane. I Quaderni di Rivoluzione appenninica offrono analisi e proposte, integrando l’approccio culturale con pratiche di resistenza e di rigenerazione, in modo che la voce della montagna arrivi fino alla ‘grande politica’, oggi lontana dalla vita dei vecchi e nuovi montanari.
Rivoluzione Appenninica Proposte (RAP1)
Resta tuttavia decisivo un vero cambio di orizzonte, ovvero una Rivoluzione Appenninica, che ha come condizione ineludibile un nuovo patto tra le aree forti e le aree deboli del Paese. La Montagna non può, infatti, essere ancora vittima di una sottrazione, che tra l’altro rischia di essere definitiva, di risorse umane, economiche, sociali, ambientali e culturali.
Abbiamo pochi anni di fronte a noi per evitare il definitivo crollo della civiltà appenninica. In attesa di una inversione culturale, è il tempo oggi di resistere per dare un futuro agli Appennini. Ecco in sintesi alcune proposte “rivoluzionarie”: un nuovo sistema normativo declinato sulla e per la Montagna; una rivoluzione amministrativa: stare insieme per contare di più; costruire servizi per le persone-nei luoghi; zona franca montana per ridurre gli svantaggi; pagamento dei servizi ecosistemici; prossimità e circolarità per un’economia sostenibile; rigenerazione ambientale; innovazione tecnologica per le persone nei luoghi.
La presentazione del Quaderno n° 1
Quelle elencate sopra sono le linee di indirizzo sostenute dalle associazioni promotrici dell’intero progetto, che troveranno vita nella pubblicazione quadrimestrale dei Quaderni, il cui Comitato scientifico è composto da Ilaria Agostini, Marco Breschi, Pietro Clemente, Maurizio Ferrari, Marco Giovagnoli, Maria Molinari, Rossano Pazzagli e Massimo Rovai. I redattori sono Mara Breschi e Tommaso Capecchi.
Il Quaderno n° 1, intitolato Resistere per il futuro degli Appennini, scritto da Marco Breschi e Giovanna Gonano, tratta non solo della decrescita demografica, particolarmente nell’Unione dei Comuni dell’Appennino Pistoiese, ma anche della necessità di un deciso cambio di rotta in ambito normativo, amministrativo e sociale per evitare un declino che altrimenti sarebbe inevitabile. Più in particolare sono degne di nota le richieste di una fiscalità di svantaggio per aziende e cittadini che vivono ed operano in Montagna e la valorizzazione della prossimità declinata in ogni settore della vita individuale e collettiva, affinché chi vive nelle aree marginali possa godere dei diritti fondamentali previsti dalla nostra Costituzione e che oggi sono in gran parte calpestati.
La prima presentazione di RAP 1 (Rivoluzione Appenninica vol 1) si terrà a Gavinana, Palazzo Achilli, il 28 Febbraio 2026 alle ore 16,30. Saranno presenti Lorenzo Vagaggini, Cristiana Petrucci, Marco Breschi e Maurizio Ferrari.
