Gli approfondimenti  |  giugno 19, 2025

Il Consiglio di stato dà una mano alle scuole di montagna

Una recente sentenza, che ha riguardato la Regione Molise, limita al massimo le chiusure dei plessi collocati in aree marginali. UNCEM nazionale ha chiesto al Ministro Valditara di ripensare il modello organizzativo delle scuole nei piccoli comuni nelle aree montane e periferiche. Per questi territori c’è un intero sistema dei servizi da ripensare

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La scuola elementare di Cireglio

Quando chiude una scuola periferica, e poi di Montagna, non chiude soltanto un edificio, ma un progetto di resilienza o di restanza, tanto per usare due neologismi poco entusiasmanti, e conseguentemente si interrompono un patto intergenerazionale ed una coesione socio-culturale che porta all’incremento del deserto demografico nelle aree interne.

Di questo enorme problema cominciamo ad accorgercene per tutta una serie di conseguenze negative e grazie anche ad una letteratura scientifica che da almeno dieci anni le sta elencando e argomentando. 

Inoltre la fase della pandemia, vera cesura tra due modelli relazionali, ha dimostrato che spesso ciò che è piccolo è bello e che la tanto vituperata formula della pluriclasse non aveva poi dei risvolti così devastanti.

A tal proposito occorre notare che almeno due o tre generazioni dei montanini nati nel secolo scorso si sono formate nelle nostre scuole di montagna con questo sistema educativo e che ciò non ha impedito che ne siano usciti cittadini consapevoli, intraprendenti e spesso anche colti.

La sentenza del Consiglio di Stato

Recentemente il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise aveva dichiarato illegittima la soppressione da parte del rispettivo Consiglio regionale dell’autonomia di alcuni plessi scolastici con relativi accorpamenti e il Consiglio di Stato, con sentenza del 17 Marzo 2025 n°2202, ha confermato la decisione del T.A.R. Molise, affermando che devono sussistere motivazioni ben documentate ed un’istruttoria adeguata e convincente per sopprimere scuole localizzate in comuni montani.

Questo sulla base del Dettato costituzionale (artt. 3-5-34 e 44) e della salvaguardia dei diritti di coloro che abitano le aree marginali e che vogliono continuare a viverci dignitosamente.

La posizione di UNCEM

Anche UNCEM (Unione Nazionale Comuni e Comunità Enti Montani), un organismo particolarmente dinamico e attento alle problematiche delle aree interne, ha preso una posizione netta ed ha chiesto “al Ministro Valditara di organizzare un tavolo nazionale per ripensare il modello organizzativo delle scuole nei piccoli comuni collocati nei territori montani ed interni del Paese”, insistendo sul fatto che un nuovo modello “va pensato insieme, oltre i municipalismi e i campanilismi. Il piano organizzativo con un pensiero a prova di futuro nella scuola deve essere nazionale, del Ministero, coinvolgendo le migliori teste e guardando politicamente alle migliori pratiche emerse negli ultimi 15 anni sui territori”.

Quale futuro per le scuole di montagna

Sicuramente questa sentenza offre una qualche garanzia contro certe facili soppressioni di plessi e di autonomie scolastiche, spesso dettate solo da logiche economicistiche, ma nella situazione attuale, non mette del tutto al riparo le scuole di montagna dalla desertificazione educativa.

Per questo è largamente condivisibile la richiesta di UNCEM, dato che è fondamentale il coinvolgimento delle istituzioni centrali e dell’alta politica; alla fine si deve davvero decidere se le aree periferiche del nostro Belpaese saranno abbandonate alla lenta e penosa agonia attuale o se si considereranno una risorsa nazionale, offrendo loro dignità, autonomia e puntando sulla valorizzazione della prossimità e su tutte le sue implicazioni, positive anche dal punto di vista economico.

In homepage la foto della scuola primaria “Beatrice” di Pian degli Ontani


Maurizio Ferrari

Maurizio Ferrari, sambucano di origine, ha insegnato Lettere per 38 anni nelle Scuole superiori pistoiesi. Ora è imprenditore agricolo e si sta impegnando nella promozione e nel rilancio del territorio appenninico come Presidente dell'Associazione "Amo la montagna APS" che si è costituita nel 2013 e che ha sede a Castello di Cireglio.Ha collaborato per 25 anni alla rivista "Vita in Campagna", del gruppo "Informatore Agrario". Recentemente ha pubblicato alcune raccolte di racconti ispirati alla vita quotidiana di Sambuca, dal titolo :"Dieci racconti sambucani"; "La mia Sambuga" e "Cuori d'ommeni e di animali", nonché una favola per bambini, "La magìa della valle dimenticata" illustrata dagli alunni della scuola elementare "P.Petrocchi " di CIreglio (Pistoia)