San Marcello, Ambiente, Economia  |  agosto 29, 2023

Funivia Doganaccia-Lago Scaffaiolo, il no del Comitato: “Un altro Appennino è possibile”

Prima uscita pubblica del “Versante toscano” alla Baccarini di San Marcello. Tante le associazioni, soprattutto ambientaliste, promotrici dell’iniziativa. La contrarietà al nuovo impianto di collegamento per ragioni ambientali, economiche e sociali. Le proposte alternative su viabilità, servizi, istruzione, turismo, trasporti, fiscalità e sostegno alle imprese “per un modello di sviluppo alternativo della montagna”

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La sala Baccarini nel corso dell'assemblea dello scorso venerdì 25 agosto

SAN MARCELLO – E’ stata un’affollata assemblea nella sala Baccarini a San Marcello a salutare la prima uscita pubblica del Comitato “Un altro Appennino è possibile – Versante Toscano”, lo scorso venerdì 25 agosto, che ha fatto seguito all’incontro di Maresca del 29 aprile scorso sul “Report Neve Diversa” e alla grande manifestazione del 18 giugno della Croce Arcana, al Lago Scaffaiolo. Molte le adesioni registrate, sia di singoli cittadini sia di associazioni. “Il Comitato – sottolineano gli organizzatori – ha dato prova di un salto di qualità e maturità nel rappresentare tante tematiche, anche complesse, legate al progetto della Nuova Funivia Doganaccia Lago Scaffaiolo. Non era facile raccogliere il consenso di tante associazioni e privati, con ognuno una propria, autonoma e legittima opinione. E’ stata fatta però una sintesi unitaria sulla quale tutti si riconoscono”.

Un convinto NO alla Funivia

La sintesi parte da un no convinto alla costruzione della nuova funivia. L’analisi e la critica puntuale al divisivo progetto della Funivia, le sue implicazioni sul territorio da tanti punti di vista hanno unito gli intenti del comitato, per tutta una serie di motivi. Che il Comitato riassume così

Ambientali: per le trasformazioni sul territorio, paesaggio, ecosistema e le omissioni progettuali che richiederanno ulteriori interventi e risorse, e produrranno ulteriori ferite al territorio.

Economiche: per le valutazioni dei costi e delle ricadute negative di un sistema assistito che non è più in grado di essere di trascinamento all’economia della Montagna in generale ed in particolare delle comunità del fondovalle.

Sociali: per l’analisi dei complessi problemi attuali che hanno portato allo spopolamento, la riduzione dei posti di lavoro, delle nascite, la chiusura di attività commerciali, alberghi, servizi alla persona, al ridimensionamento della sanità, delle scuole, ecc.

Un forte e motivato NO al progetto di funivia, ma anche tanti SI”.

I sì alternativi

Tanti, invece, i SI espressi dal Comitato per un modello di sviluppo diverso. Eccoli elencati nel dettaglio.

“Sì alla risoluzione del degrado di decine di immobili sparsi sul territorio; a interventi su viabilità statale, provinciale e ferrovia; al sostegno a imprese per acquisto beni strumentali e attrezzature; a nuovo modello di turismo; a una fiscalità di vantaggio per tutte le imprese; a un connessione a banda larga per imprese e cittadini; alla cura del territorio, bonifica dei boschi, assetto idrogeologico e tutela del paesaggio; a servizi sanitari ospedale di San Marcello e servizi sanitari diffusi sul territorio; a servizi sociali e sostegno a anziani, giovani, disoccupati e famiglie in difficoltà; a istruzione asili nido, mantenimento dei plessi scolastici, sostegno alle famiglie per accesso alle scuole superiori ed  all’università; a trasporti e al mantenimento dei collegamenti  fra le frazioni montane”.

Le associazioni firmatarie

Questo manifesto programmatico à stato condiviso da Italia Nostra-Sezione Toscana; Legambiente-Sezione di Pistoia; Touring Club Italiano-Consoli della Toscana; Italia Nostra- Sez. Valdinievole e sottosez. Di Pistoia; Lipu, sez. di Pistoia; Trekking Italia-Toscana; Touring Club Italiano-Consoli per Emilia Romagna; WWF Pistoia e Prato; Amici del Padule di Fucecchio per la biodiversità; CAI Toscana; CAI Firenze; CAI Pistoia; CAI Pontedera; Fridays for future Pistoia; CAI Viareggio; CAI -Sottosez. Isola d’Elba. Al manifesto hanno inoltre hanno aderito 60 privati cittadini.


La Redazione

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