Personaggi e Interpreti  |  marzo 7, 2021

L’elogio di Policarpo Petrocchi nella lettera al veleno a Palmiro Togliatti

Rinvenuto casualmente il documento del 1963 di Enrico Sammartino, genero del grande filologo e lessicografo di Castello di Cireglio. La missiva indirizzata al segretario del "Partito Sovietico nella libera ospitale Italia" risalta le grandi qualità del Petrocchi e attacca l'ideologia totalitaria: non saranno i marxisti leninisti ad adoperarsi per il bene comune e il progresso materiale e morale. Poi lo sguardo positivo all'"altra sponda", la Chiesa di Roma, e un riferimento alle elezioni politiche di quell'anno

di

Tempo di lettura: circa 6 minuti
Policarpo Petrocchi

SERENDIPITA’

Quante volte a tutti noi è capitato di cercare una cosa, trovarne un’altra ed essere felici di averla trovata. L’esclamazione tipica è: “Non ci credo! E questa com’è spuntata fuori, perché si trova qui??!!”

Il termine che descrive questa condotta è “Serendipità”.

Recentemente mi è capitato di cercare tra vecchie scartoffie un documento e trovare una lettera indirizzata a Palmiro Togliatti e consegnata anche in copia a mio nonno. A penna c’è proprio la dedica: “Al carissimo amico Dr. Umberto Arcangeli nobile cittadino pistoiese”. Inizio a leggerla velocemente, vedo che è molto tagliente, incisiva e schietta. Mi appassiona, mi coinvolge e nel leggere le prime due righe mi trascina. Ritengo che sia un documento storico interessante non solo per il rilievo politico del destinatario ma anche per l’autore di questa missiva; Enrico Sammartino.

Ma chi era Enrico Sammartino? Si presenta lui stesso nella lettera: “……se lo avete quello di Policarpo Petrocchi – mio amato e venerato suocero-…….”. Si tratta quindi del genero del filologo e lessicografo di Castello di Cireglio autore de “Il novo dizionario universale della lingua italiana.

LA LETTERA: PARTE INIZIALE

 Palmiro Togliatti

La lettera è datata 21.04.1963 ed è indirizzata al Segretario del Partito Sovietico nella libera ospitale Italia Signor Palmiro Togliatti.

Possiamo subito notare il tono irriverente e pungente di questa descrizione del segretario del partito per due elementi fondamentali. Innanzitutto parla del partito sovietico e non del partito comunista italiano come a sottolineare che Palmiro Togliatti altro non era che un burattino succube della nomenklatura di Mosca; secondo motivo lo indica come Signor e non come onorevole. E’ lui stesso a spiegarlo: “Non ve l’abbiate a male se non vi dò il titolo che dovrebbe spettarvi di diritto, ma secondo il mio parere, chi non osserva i doveri perde, di fatto, ogni sua prerogativa, connaturata o acquisita”.

L’INVITO A LEGGERE IL VACABOLARIO

Punzecchiando Togliatti di avere confusione nella memoria per le lunghe dimore all’estero lo invita a conoscere meglio il significato delle parole: “Consultate, verbigrazia, il Vocabolario della Lingua Italiana; se lo avete quello di Policarpo Petrocchi – mio amato e venerato Suocero – e così avrete modo di apprendere le varie definizioni ed interpretazioni della parola onore I……I”.

ELOGIO A POLICARPO PETROCCHI

  

La casa di Policarpo Petrocchi (a sinistra) e il monumento in suo onore a Castello 

La lettera continua appassionata con la descrizione delle virtù di suo suocero Policarpo, del suo lavoro grandioso a vantaggio del paese natale Castello di Cireglio e dell’uomo, lui sì, onorabile e  onorato: “Quanto al Petrocchi, vedete, lui sì rispondeva appieno a quel che diceva con le parole e negli scritti e tutto trovava conferma assoluta ed integra nelle azioni e nelle molte opere compiute a proprie spese, col solo suo lavoro che fu immane e poco remunerativo I…..I Ecco l’uomo onorabile e onorato che, prima delle lettere, onorò se stesso l’umanità e la Patria sua dilettissima”.

Enrico Sammartino continua elogiando la coerenza, il rifiuto di tornaconti, la idealità, la vocazione e l’avversione ai partiti del suocero: “E il popolo, che vede giusto, lo voleva a suo rappresentante al Parlamento per il Collegio di Pistoia. Ma il nostro Policarpo I……I non si lasciò sedurre da maliose attrattive e rispose, altero e fermo, con un netto rifiuto. “…quello che posso fare continuerò a farlo, senza esservi deputato”.

ATTACCO ALLA POLITICA COMUNISTA

Dopo aver ricordato e in qualche modo ammonito che i rappresentanti del popolo che siedono in Parlamento dovrebbero essere i custodi degli interessi della Nazione e adoperarsi per il bene comune e il progresso materiale e morale, Sammartino sferza una stoccata all’ideologia totalitaria: “Non sarete voi marxisti leninisti a promuovere tutto ciò e tanto meno siete in grado di realizzarlo. Altri uomini occorrono all’immensa bisogna: di ben altra autorità di ben altro calibro e potenza. Occorrono combattenti pronti al sacrificio per il bene altrui. Niente di tutto questo è, né può essere, in voi uomini privi del Ben dell’Intelletto, che è Dio; uomini senza fede né morale, solo pronti a sacrificare gli altri per il bene di voi stessi I…….I.

LO SGUARDO ALL’ALTRA SPONDA

Nella parte conclusiva della lettera Enrico Sammartino parla con gioia della Chiesa, del Papa e delle folle che affluiscono a San Pietro: “E volgiamo, a sollievo, la sguardo all’altra sponda! Dove la Chiesa I….I, il Papa compiono la loro missione di unione e di amore fra gli uomini, di giustizia di pace e di verità. Quale spettacolo offrono le folle – di ogni razza e confessione – che quotidianamente affluiscono a San Pietro per acclamare Giovanni XXXIII°. I….I Solo Dio lo sa! Egli soltanto col suo infinito amore e la misericorde bontà fa piegare insensibilmente ogni volontà la più ostinata ribelle e perversa”.

Con tono di ammonizione continua: “Suonerà pure la vostra ora fratelli, e allora squilleranno le campane dell’Alleluja”.

LE ELEZIONI DEL 1963

La lettera si conclude con il riferimento che di lì ad una settimana si sarebbero svolte le elezioni politiche e con l’augurio di veder spazzare via teorie insane come quelle di Palmiro Togliatti. “Fra una settimana andremo alle urne: daremo il voto secondo la nostra libera e retta coscienza. Qualunque sia il risultato, qualunque governo venga eletto, la parte migliore degli italiani, che per somma grazia sarà sempre la maggioranza, chiederà per prima cosa che su questo suolo sacro e privilegiato, non sia permesso più oltre il diffondersi di teorie insane e velenose come la vostra”.

A PENNA

Nella copia che ho a disposizione Enrico Sammartino ha scritto con penna blu a fondo lettera: “Questa lettera l’ò fatta avere in copia alle più alte Autorità della Chiesa e dello Stato, ai membri del Parlamento e ai dirigenti dei vari partiti incitandoli ad agire tutti uniti – almeno in questo – e adoperarsi per una santa crociata allo scopo di debellare il pestilenziale virus asiatico. Si vincerà se saremo concordi. Lo scopo è alto, Dio sarà con noi! Egli è con chi ama e non con i seminati di odio e zizzania. Forza, coraggio e avanti!

COME ANDARONO POI LE ELEZIONI

Le elezioni politiche si tennero domenica 28 e lunedì 29 aprile 1963.

La Democrazia Cristiana si confermò come primo partito seppur in forte calo. Questa tornata elettorale segnò la fine del Centrismo e l’inizio del Centro Sinistra (governi composti da Dc e Psi).

A guadagnare maggiormente furono le opposizioni, a sinistra i comunisti che ottennero il 25% dei voti in entrambe le Camere fallendo tuttavia l’assalto alla maggioranza relativa e a destra i liberali.

Il sogno di Enrico Sammartino si sarebbe realizzato solo nel novembre del 1989, ventisei anni dopo aver scritto la lettera, con la caduta del muro di Berlino e tutto quello che ne conseguì.

Nel frattempo, nel 1964, Togliatti morì a Jalta in Unione Sovietica a seguito di un ictus e successiva emorragia cerebrale. Aveva 71 anni.

La lettera

 

 

 


La Redazione

Con il termine La Redazione si intende il lavoro più propriamente "tecnico" svolto per la revisione dei testi, la titolazione, la collocazione negli spazi definiti e con il rilievo dovuto, l'inserimento di immagini e video. I servizi pubblicati con questa dizione possono essere firmati da uno o più autori oppure non recare alcuna firma. In tutti i casi la loro pubblicazione avverrà dopo un attento lavoro redazionale.