SAMBUCA – È sempre più indispensabile intervenire per garantire la manutenzione e il rilancio economico e turistico della nostra Montagna, soprattutto di quelle zone che da molti anni risentono maggiormente dello spopolamento e della mancanza di cura.
Da un po’ di tempo ormai, nel comune di Sambuca si assiste a qualche timido passo in avanti, un lento percorso d’uscita da un dimenticatoio mediatico e politico. Risorse e attenzioni rifanno la loro comparsa, in un territorio che ha visto il suo paesaggio cambiare irrimediabilmente nel corso di qualche decennio.
Se in passato era possibile scorgere paesi, case isolate e mulattiere serpeggiare tra i profondi crinali della Sambuca, oggigiorno questa visione ci appare un assurdo per definizione. Ma queste ultime erano le arterie gentili e faticose di un terreno capillarmente connesso, fatto di viottoli ma anche di grandiose opere di pietra che sfidavano la montagna ed il tempo. Opere che senza alcun tipo di manutenzione rischiano di scomparire, lasciandoci privi di testimonianze utili a capire da dove veniamo, e delle stesse salite che i nostri antenati compievano.
“Terra Selvaggia” e i Cammini dell’acqua
Uno di questi sentieri è stato ripulito e reso di nuovo fruibile dall’intervento dei volontari dell’Associazione “Terra Selvaggia APS”, nata proprio a Castello di Sambuca qualche anno fa.
Il lavoro è stato reso possibile dal bando 2024 de I cammini dell’acqua, promosso da Publiacqua spa, a cui Terra Selvaggia è stata ammessa. Nella scorsa primavera e nei mesi estivi i volontari di questa associazione si sono impegnati a ripulire fontane e mulattiere lungo l’intero tracciato che da Castello di Sambuca giunge fino a Taviano, attraversando il borgo abbandonato di Bubbiana. Questo tratto, raramente battuto e mai segnalato, interseca uno dei borghi più antichi del comune, ormai diruto ma carico di significato. La scelta di questa tappa si pone infatti all’interno di un ragionamento più ampio che l’associazione sta compiendo, di riscoperta e di analisi dell’abbandono.
Dopo questa significativa fermata, il percorso continua verso Taviano, sede comunale, per poi virare verso la fonte di pregio del Catinino, quest’ultima uscita vincitrice come miglior acqua di questo versante toscano. Il cammino si conclude con “la chiocciola” una mulattiera da poco completamente restaurata che da Taviano risale a spirale verso il Convento di Santa Maria del Giglio.
L’inaugurazione del percorso, denominato “Cammino delle fonti e del fiume”, ha richiesto molte giornate di lavoro ai volontari di Terra Selvaggia, ed è avvenuta sabato 26 ottobre scorso alle 11 presso la fonte del Catinino, alla presenza del sindaco di Sambuca, Marco Breschi, e di un gruppo entusiasta di soci e di paesani, alcuni dei quali, muniti di abbigliamento da trekking, si sono cimentati subito nel collaudo dell’opera.
Al ritorno, la mattinata si è conclusa con un appuntamento conviviale nei locali dell‘Ostello, che la suddetta associazione ha da poco restituito al servizio dei pellegrini della Via Francesca della Sambuca.
È da rimarcare l’impegno di Publiacqua S.p.A a favore dei territori montani, nei confronti dei quali le aree metropolitane dovrebbero avere maggior riconoscenza per il contributo che offrono in termini di sostenibilità ambientale e di qualità della vita per tutti noi.
La galleria fotografica











