Lorenzo Bersezio (Milano, 1954), professore di materie letterarie nel MIUR e in UNITRE, istruttore emerito di scialpinismo nella Scuola nazionale SUCAI del CAI Torino, è autore di guide di scialpinismo e libri di storia dello scialpinismo. Ha scritto per De Agostini numerosi libri di escursionismo su Alpi, Appennini, coste e fiumi dʼItalia, e oltre sessanta articoli. Ha curato studi e mostre etnografiche in vari stati dʼEuropa e ricevuto una menzione speciale al premio Gambrinus 1999 per Ecuador, le Ande dipinte. Ha partecipato a otto spedizioni in Himalaya e Karakorum (ai campi base di tutti gli ottomila della Terra), quattro spedizioni nelle Ande, quattro in Patagonia e Antartide. Ha attraversato cinque volte il Sahara, una volta il Gobi, Atacama e Paracas. Vive sei mesi allʼanno a Quito e tra i vulcani dellʼEcuador. (Dalla terza di copertina).
Lʼescursionismo e i trekking vivono un momento magico. I percorsi a piedi sono diventati protagonisti di nuove felicità personali e del rilancio di interi territori. Nellʼepoca della pandemia, i sentieri si sono rivelati spazi di libertà. Si è sempre camminato moltissimo nellʼarco della storia umana, ma assai poco per diletto. Anzi: il camminare per diletto è unʼinvenzione relativamente recente, anche se qualche sparuto pioniere sʼincontra nel lontano passato, quando ci si muoveva quasi esclusivamente per necessità militari, economiche, commerciali, religiose o migratorie. In questo libro si è considerato il camminare per diletto come sinonimo di escursionismo. Lʼescursionismo si dimostrò fin dallʼorigine un soggetto malleabile, disponibile a soddisfare tutti i gusti, tutti i capricci e tutte le suggestioni dei camminatori di ogni epoca. Attività di nerbo, per individui forti; eppur fragile, quasi gentile. Lʼescursionismo è un soggetto etnico, storico, culturale, che ha saputo adattarsi con molta flessibilità e originalità ai vai paesi del mondo. Si fa con il corpo, ma si vive con lʼanima: è anche un soggetto etico. Esistono innumerevoli libri sulle filosofie del camminare, ma non una storia degli avvenimenti, dei protagonisti, delle associazioni e dei luoghi in cui lʼescursionismo narri i propri fatti leggeri e le proprie vicende speciali, fino a giungere a noi. Ovunque il numero degli escursionisti cresce (…). Tutti insieme fanno parte di una storia solenne, che regala entusiasmo e si dipana da secoli a contatto con la natura e che rende ognuno orgoglioso di appartenere allʼumanità in cammino.
I protagonisti di questo libro sono individui formidabili, in gran parte sconosciuti: pionieri, esploratori, tracciatori, segnalatori, letterati, giovani, anziani, individui robustissimi e fragili, ciechi, paraplegici, uomini, donne e perfino bambini, che hanno compiuto exploit sorprendenti e hanno aperto percorsi a suon di machete e di suggestioni. Visionari impenitenti che hanno regalato bellezza a milioni di seguaci felici. Personaggi che nel camminare hanno trovato i momenti belli, se non il senso generale, della propria vita. Scrisse Italo Calvino: “Il camminare presuppone che a ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto e pure che qualcosa cambi in noi”. (Dal Prologo dellʼautore)
Questo libro racconta la punta dellʼiceberg. Abbonda ciò che manca, scarseggia ciò che cʼè. La storia dellʼescursionismo e dei trekking ha montagne di altri fatti, ancora da narrare. (…) Questo libro abbonda di aneddoti. Sì! I grandi risultati umani sono avvolti dalla magia. Certo, per conseguire qualunque obiettivo, anche sui sentieri, ci vuole preparazione, dedizione, impegno, ma ogni grande successo è intriso di mistero: nel racconto unico e irripetibile dellʼignoto prende vita. (…) La storia dellʼescursionismo è zeppa di exploit sorprendenti, che entrano tra i guinness dei primati dellʼintera umanità. Le donne, numerose, hanno compiuto imprese grandiose al pari degli uomini, nulla di meno. È mancata invece la risonanza mediatica degli eventi, probabilmente per una scarsa attenzione sociale. (…)
Nella mia vita ho camminato moltissimo, in ogni lato del mondo, con tanto entusiasmo e sempre mi sono sentito uno squilibrato, un diverso dalla normalità. In questa storia dellʼescursionismo ho incontrato un mucchio di squilibrati come me, per lo meno durante i lenti movimenti a piedi. Non finirò mai di ringraziarli. Infine voglio sorridere a questo libro, che mi ha accompagnato nella solitudine della pandemia da Covid-19, con la stessa discrezione degli alberi, dei fiori, delle pietre, delle pozzanghere che sʼincontrano lungo i sentieri. (DallʼEpilogo dellʼautore)
CITAZIONE – Si cammina con il corpo e con la mente. Se non si racconta, si vive solo per sé.
DETTAGLI TECNICI
EDITORE: UTET
LINGUA: Italiano
ANNO: 2022
PAGINE: 483
