Piteglio, San Marcello, Cultura & Spettacoli  |  maggio 29, 2021

Torna il Popiglio Django Festival, quattro giorni d’immersione totale nella musica

Dal 1 al 4 luglio la rassegna musicale internazionale dedicata alla chitarra e ispirata alla figura del musicista zingaro francese Django Reinhardt. Nel calendario proposte italiane e internazionali all'interno del grande contenitore worldmusic. Aperte le iscrizioni ai seminari: in programma masterclass di chitarra e clarinetto, un laboratorio di canto, corsi per principianti ed esperti

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POPIGLIO (SAN MARCELLO PITEGLIO) – Torna sulla Montagna Pistoiese il Popiglio Django Festival, la rassegna musicale internazionale di chitarra nata nel 2017 da un’idea del musicista Maurizio Geri e realizzata in collaborazione con il Comune di San Marcello Piteglio. La manifestazione si terrà dal 1 al 4 luglio al teatro Mascagni di Popiglio con un’incursione a San Marcello Pistoiese. Oltre ai concerti, sono in programma anche attività didattiche pensate sia per i principianti sia per chi desidera perfezionarsi. Musicisti e stagisti potranno soggiornare a Casa Nicola, a pochi passi dal teatro: in questo modo allievi e insegnanti saranno a stretto contatto, per una vera full immersion musicale.

“Tutto si è fermato in questo anno e più di lockdown – commenta il direttore artistico del festival Maurizio Geri – anche il settore della cultura, colpito forse più di altri. È il momento di ripartire, in sicurezza ma di ripartire, perché sappiamo che l’arte, la musica e la cultura in genere sono cibo per l’anima e adesso più che mai c’è bisogno di riflettere, divertirsi e partecipare”.

IL PROGRAMMA

Il calendario di quest’anno spazia fra proposte italiane e internazionali all’interno del grande contenitore chiamato world music; lo strumento principe resta la chitarra, intorno alla quale ruotano e si articolano suggestioni e linguaggi diversi. Musiche tradizionali che strizzano l’occhio al jazz ed un jazz che fa tesoro degli stilemi popolari, un’altalena musicale che trova il suo fulcro nella qualità delle proposte, un intrattenimento “serio” che diventa motivo di complicità e fascinazione per il pubblico.

Il festival si terrà giovedì 1, venerdì 2 e sabato 3 luglio, per concludersi nel pomeriggio di domenica 4 luglio nella piazza di San Marcello Pistoiese con l’esibizione degli stagisti coinvolti nei vari corsi.

I CONCERTI

 

Sopra, da sinistra, Peppe Voltarelli e Antoine Boyer

Giovedì 1 luglio darà il via alla manifestazione Peppe Voltarelli (Parto delle nuvole pesanti) in solo; l’artista presenterà in anteprima Planetario, il suo spettacolo di teatro-canzone che, attraverso una selezione di cantautori da tutto il mondo tradotti in italiano, costruisce una personale e ironica teoria della canzone densa di aneddoti e riferimenti storici. La serata proseguirà con il trio di Antoine Boyer, giovanissimo chitarrista parigino vincitore di numerosi premi sia in Francia che all’estero.

 Dario Napoli trio 

Venerdì 2 luglio sarà la volta del duo Stazioni Sonore, Claudia Tellini (voce) e Nicola Vernuccio (contrabbasso) in un repertorio trasversale che va dal blues alla canzone d’autore. Seguirà il trio di Dario Napoli, Modern Manouche Project, in un repertorio a metà fra standard jazz manouche e composizioni originali.

  Da sinistra Alberto Balia e Enrico Frongia

Sabato 3 luglio si esibiranno il duo Balia e Frongia e Um Brazil Diferente. I primi, particolarmente legati alla loro terra d’origine, accompagneranno il pubblico fra i ritmi e le melodie ancestrali del sud della Sardegna, in un viaggio fra ricerca e composizione; i secondi condurranno i presenti in un paese geograficamente lontano ma culturalmente vicino, il Brasile, celebrando la magia e il rigore del choro – la struttura portante della musica strumentale tradizionale brasiliana – con la serietà e la libertà dell’improvvisazione.

I biglietti dei concerti possono essere prenotati rivolgendosi alla biblioteca comunale Bellucci al numero 0573 621289 o all’indirizzo email [email protected].

I SEMINARI

Parte fondamentale del festival sono i seminari, dedicati a una varietà di temi e strumenti: chitarra, fiati, archi, fisarmonica, tecniche vocali, musica d’insieme. Il loro intento è duplice: permettere a chiunque di avvicinarsi ai fondamenti musicali e offrire gli strumenti adeguati a chi desidera andare più in profondità nella tecnica strumentale ed espressiva, dando agli allievi la possibilità di interagire con gli insegnanti sia a livello base sia per corsi di perfezionamento (masterclass).

Quest’anno sono in programma due corsi della durata di tre giorni: quello di chitarra, curato dal maestro Dario Napoli, e quello di canto corale, curato dalla cantante Claudia Tellini coadiuvata dal bassista Nicola Vernuccio.

Le masterclass di chitarra, invece, saranno a cura dei maestri Antoine Boyer, Roberto Taufic, Alberto Balia e Augusto Creni; Gabriele Mirabassi si occuperà della masterclass di clarinetto.

 Gabriele Mirabassi

Le attività didattiche si terranno al teatro Mascagni e nella residenza per corsisti e artisti Casa Nicola.

Alcuni dei gruppi di studio avranno la possibilità di esibirsi nella piazza centrale di San Marcello Pistoiese nel pomeriggio di domenica 4 luglio.

Per partecipare è necessario prenotare al numero 347 6644087.

Gli stagisti, come gli appassionati provenienti da tutta Italia o dall’estero, potranno soggiornare a costi contenuti presso Casa Nicola a Popiglio approfittando di un pacchetto completo che comprende vitto, alloggio, biglietti per il teatro, accessibilità ai corsi ed alle masterclass.

CORSI E MASTERCLASS

Gipsy jazz con Dario Napoli

Oltre a una fervente attività da chitarrista e compositore che lo ha portato a esibirsi in festival internazionali e in Italia, Dario Napoli ha una vasta esperienza nella didattica, avendo condotto masterclass e workshop in Italia, Stati Uniti, Paesi Bassi, Irlanda, Inghilterra, Israele, Colombia, Brasile.

Napoli ha anche partecipato al primo e unico volume didattico sulla chitarra jazz manouche prodotto in Italia, La chitarra jazz manouche, scritto da Maurizio Geri (fingerpicking.net).

Dario modellerà le lezioni in base al livello dei partecipanti, cercando di dare priorità alle esigenze di ciascuno. I suoi workshop, progettati sia per principianti che per chitarristi di livello intermedio e avanzato, mirano a sviluppare l’indipendenza dello studente, sia dal punto di vista ritmico che dell’improvvisazione.

Il corso permetterà al chitarrista di conoscere la meccanica dell’improvvisazione, dell’accompagnamento, della costruzione armonica dei brani, della relazione scala-accordo e dell’armonizzazione della melodia.

Laboratorio vocale con Claudia Tellini e Nicola Vernuccio

Il laboratorio è rivolto a cantanti interessati a lavorare sul canto a cappella, polifonico, in base alle capacità e alle tessiture vocali dei partecipanti al corso.

Non è richiesta nessuna particolare capacità di leggere la musica.

Al centro del corso, brani della tradizione americana gospel e spiritual e brani di musica popolare ed etnica. Non mancherà la possibilità di dedicarsi a studi sul blues e su linee vocali di “background” utilizzabili in contesti di musica d’insieme jazz swing e blues.

Masterclass di chitarra con Augusto Creni

Il seminario è rivolto a tutti i chitarristi che vogliano avvicinarsi o approfondire il mondo di Django Reinhardt e scoprire le tecniche e le principali caratteristiche della sua figura stilistica.

Gli argomenti trattati riguarderanno brani della tradizione e sue composizioni originali con analisi armoniche e solistiche, la tecnica della mano destra e della sinistra con esempi di accompagnamenti e frasi all’interno degli assolo. Si parlerà della pompe manouche e della tecnica del downstroke, dalle esposizioni tematiche e ritmiche allo studio di frasi e arpeggi.

Verranno inoltre approfondite nozioni storiche, discografiche e bibliografiche e saranno fornite informazioni indispensabili sulla strumentazione senza tralasciare i rudimenti per una corretta postura, essenziali per una maggiore consapevolezza della pratica musicale.

Masterclass di chitarra con Antoine Boyer

Sarà dedicato al suono e all’improvvisazione nel Gipsy jazz.

Masterclass di chitarra con Alberto Balia

Esplorerà le accordature “aperte”, dal tonale al modale.

Masterclass di chitarra con Roberto Taufic

Nel seminario del musicista honduregno la bossa nova incontra la world music.

Masterclass di clarinetto con Gabriele Mirabassi

Al centro espressione e portamento oltre a jazz e choro a confronto.

come nasce il festival

Dare vita, sulla Montagna pistoiese, a un evento di caratura internazionale che punti i riflettori su un territorio ricco di storia e cultura popolare; un’iniziativa al passo coi tempi che diventi un riferimento nella scena musicale nazionale ed internazionale; un appuntamento a metà strada fra l’elitario e il popolare, fra il qualitativo e il divulgativo, che soddisfi i palati più raffinati e diverta quelli più semplici in un processo di arricchimento e coinvolgimento personale che poche cose come la musica riescono a coniugare: questi gli obiettivi che hanno spinto Maurizio Geri a ideare il Popiglio Django Festival.

IL PROGETTO

Il festival, dedicato alla figura del musicista zingaro francese Django Reinhardt, vuole essere sinonimo di qualità, comunione fra culture diverse, sublimazione artistica, coinvolgimento emotivo e compartecipazione.

Ad animarne i contenuti e le proposte è il rapporto dialettico fra ricerca e sperimentazione.

La prima scava necessariamente nel passato e nelle tradizioni, punti di partenza indispensabili ed elementi di studio e riflessione. Tradizioni, tuttavia, non confinate nel loro ambito geografico e storico, ma frastagliate e variegate, che hanno come comune denominatore uno strumento così presente nella mitologia popolare e nell’immaginario classico come la chitarra.

La seconda, invece, parte dalla conoscenza delle proprie origini, in quel processo identitario con cui ogni artista deve necessariamente confrontarsi per avere un rapporto chiaro prima con se stesso e quindi con il pubblico.

DJANGO REINHARDT

Django Reinhardt è considerato uno fra i più grandi chitarristi di tutti i tempi. Nato nel 1910 a Liberchies (Belgio), ha dato il via alla prima forma di jazz europeo in una commistione fra tradizione zingara e swing americano: oggi questo stile è conosciuto come jazz manouche o gipsy jazz.

Coadiuvato dall’associazione parigina Hot Club de France, intorno al 1930 formò insieme al violinista d’origine italiana Stephan Grappelli un quintetto di strumenti acustici di sole corde. Il suo virtuosismo strumentale, unito a una straordinaria capacità d’improvvisazione, lo portarono a una sfavillante carriera e a una grande notorietà sui palchi di tutta Europa, fino alla tournee americana insieme a Duke Ellington. Partendo da solide basi tradizionali, lo stile di Django si è evoluto insieme alla storia stessa del jazz, dallo swing dei primordi al be-bop che lo accompagnerà nelle ultime incisioni, fino alla morte nel 1953.

I dischi di Django continuano a vendere anche oggi, numerosi festival in tutto il mondo celebrano la sua musica, nuovi gruppi nascono in una sorta di revival che ha poco di nostalgico e molto di attuale, interpretando al meglio la sua lezione che, mutuando da tradizione e innovazione, si colloca al di fuori dal tempo e quindi peculiare di ogni epoca.


La Redazione

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