Cultura & Spettacoli, Pistoia  |  giugno 27, 2018

Il Serravalle Jazz in tour sulla montagna pistoiese

Presentata nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia l'edizione 2018. Cinque gli appuntamenti nelle domeniche dell'8, 15, 22 e 29 luglio e del 5 agosto. Teatro degli eventi la Pieve di Santa Maria Assunta e l'osservatorio astronomico a Gavinana, l'orto botanico forestale di Abetone, la Macchia Antonini e il Molino di Giamba a Orsigna. Tutti gli appuntamenti alle 18. Confermata la direzione artistica di Maurizio Tuci. Il programma nei dettagli. Dal 26 al 29 agosto i concerti serali del Serravalle jazz nella Rocca di Castruccio

di

Tempo di lettura: circa 6 minuti

 

PISTOIA – La montagna pistoiese sarà per cinque giorni un insolito palcoscenico per altrettanti concerti jazz. Per la prima volta in diciassette edizioni, infatti, la rassegna musicale Serravalle Jazz raggiungerà quattro località montane – Gavinana, Abetone, Orsigna e la Macchia Antonini – nei pomeriggi dell’8, 15, 22 e 29 luglio e 5 agosto. L’evento è stato presentato stamani, mercoledì 27 giugno, nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che lo ha organizzato insieme a Fondazione Promusica, Comune di Serravalle Pistoiese ed Ecomuseo della Montagna Pistoiese, in collaborazione con i Comuni di Pistoia, Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio. Confermati la squadra operativa e il direttore artistico Maurizio Tuci.

Le foto della conferenza stampa

 

  

Domenica 8 luglio alle 17 è in programma la prima tappa. Teatro dell’esibizione sarà la Pieve di Santa Maria Assunta a Gavinana. E proprio Assumption – Jazz nella Pieve è il titolo dello spettacolo di cui sarà protagonista Mauro Grossi. Pianista, compositore e direttore – nonché autore di una serie di arrangiamenti di Nature boy, celeberrimo brano interpretato da Nat King Cole, e dei pezzi che Chet Baker scrisse nel ’59 in carcere a Lucca – Grossi ha partecipato per ben cinque volte al Serravalle Jazz. Stavolta suonerà composizioni originali e improvvisazioni libere con lo storico organo Agati-Tronci della pieve di Gavinana.

“Fin da piccolo – ha commentato il musicista – sono stato attratto da qualunque strumento a tastiera, ma è sull’organo della parrocchia che ho mosso i primi fondamentali passi. Perciò, quella che mi si offre è un’occasione preziosa per testare il mio attuale pensiero musicale, ritrovando le origini”.

Domenica 15 luglio alle 17 il Serravalle Jazz in tour raggiungerà l’orto botanico forestale di Abetone. Qui si esibirà il Fat fingers sax quartet composto da Moraldo Marcheschi (sax soprano), Renzo Cristiano Telloli (sax alto), Alessandro Rizzardi (sax tenore) e Rossano Emili (sax baritono). Seppur di recentissima formazione, il quartetto riunisce musicisti che collaborano da molti anni militando anche nelle file della Barga Jazz Orchestra e in altre formazioni ad ampio organico. Gli arrangiamenti e le composizioni originali, opera di Emili, spaziano tra brani di ricerca e contaminazione tra i generi (classico, folkloristico, swing, jazz) e pezzi più mainstream, nel solco della tradizione jazzistica. Tra gli autori più rivisitati Thelonius Monk, Duke Ellington, Gerry Mulligan. “Si tratterà di un concerto completamente acustico – ha spiegato Tuci -. Anche volendo non avremmo potuto fare diversamente perché in quel contesto non c’è possibilità di un approvvigionamento di energia elettrica”

Domenica 22 luglio alle 17 la Macchia Antonini sarà la suggestiva location del concerto dei White Orcs. Vincenzo Genovese (rhodes e synth), Riccardo Onori (chitarra), Marco Galiero (basso), Francesco Cherubini (percussioni), Andrea Tofanelli (tromba), Luca Ravagni (alto sax), Stefano Scalzi (trombone), Nadyne Rush e Greta Mirall (voci soliste) sono i membri della band toscana.

“La musica è arte. Il funk è allegria. La tradizione stimola l’innovazione. La nostra terra d’origine condiziona, influenza ed ispira”: si presentano così i White Orcs, che nascono dall’incontro tra jazz, funk, soul e gospel. Tra le migliori orchestre di black music della scena musicale italiana, propongono sia pezzi originali che un repertorio di brani internazionali rivisitati in modo del tutto coinvolgente, frutto non solo del lavoro di arrangiamento del leader Vincenzo Genovese ma anche della versatilità della sezione ritmica e di solisti di eccezione nella sezione fiati.

Domenica 29 luglio alle 17 si torna a Gavinana: stavolta l’osservatorio astronomico ospiterà i Botte di cool, ovvero Fabio Morgera (cornetta e flicorno), Dario Cecchini (sax baritono e soprano), Guido Zorn (contrabbasso) e Alessandro Fabbri (batteria). Si tratta di quattro noti jazzisti italiani che, con questo progetto, ripresentano i classici del Cool Jazz nella loro versione originale, ridando linfa vitale a un tipo di musica che spopolò durante gli anni ‘50. Suoneranno brani presi dalla storica incisione di Birth of the Cool di Miles Davis, dei gruppi di Gerry Mulligan e Chet Baker, di Dave Brubeck, Lennie Tristano e altri ancora.

Domenica 5 agosto alle 17, infine, sarà il Molino di Giamba all’Orsigna a fare da sfondo all’ultima tappa del Serravalle Jazz in tour. Si esibirà il Silvia Benesperi Quartet, composto da Daniele Biagini (pianoforte), Alessandro Antonini (contrabbasso), Alessandro Benedetti (batteria) e Silvia Benesperi (voce). Ospite d’onore Paolo Scali (sax tenore), quasi tutti musicisti pistoiesi.

Focalizzando l’attenzione sul rapporto tra la musica jazz strumentale e il timbro vocale solista, i musicisti guideranno il pubblico alla scoperta del crooning, uno stile di canto che lega il jazz a un tipo di musica ballabile. Il crooner è infatti un cantante “confidenziale”, a metà strada tra la musica popolare e la musica jazz, che fa leva su tutte quelle qualità vocali più vicine al parlato e che comprendono, ad esempio, il sussurro, creando così una dinamica musicale di grande effetto.

Le parole del direttore artistico

“Devo ringraziare soprattutto il presidente della Fondazione Caript Luca Iozzelli – ha detto Maurizio Tuci – che ha avuto l’idea di portare il Serravalle Jazz fuori dalla Rocca di Castruccio, e il consigliere Ezio Menchi, presente anche nella fase organizzativa della rassegna in tour. Ho accolto con emozione la proposta: è arrivata inattesa, ma mi ha permesso di realizzare un grande desiderio”.

Il commento del presidente della Fondazione

“Abbiamo deciso – ha spiegatoil presidente Iozzelli – di confermare la presenza del Serravalle Jazz non solo alla Rocca di Castruccio, una cornice veramente magica che ha contribuito a promuovere fortemente questa manifestazione, ma anche in altre parti della provincia: portiamo il jazz sulla Montagna pistoiese. Abbiamo scelto questa soluzione consapevoli che la montagna è orfana di Sentieri acustici, esperienza promossa dalla Provincia di Pistoia, e che può offrire una serie di location suggestive. L’obiettivo è fare in modo che chiunque abbia interesse o curiosità possa assistere a un concerto dal vivo. Crediamo che la musica di qualità debba trovare una sua centralità nell’attenzione delle persone”.

Il benvenuto del sindaco di Serravalle

“Ospiteremo con molto onore – ha concluso il sindaco di Serravalle Pistoiese Piero Lunardi – la diciassettesima edizione della manifestazione, che richiama gente da tutta Italia e non solo dando lustro al nostro Comune. L’anno scorso abbiamo avuto musicisti del calibro di Tullio De Piscopo e Gianluca Petrella. Quest’anno siamo felici che il festival si espanda ulteriormente”.

Informazioni e ringraziamenti

Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’Ecomuseo della Montagna pistoiese ai numeri 800/974102, 333/3609717 o 0573/638025 oppure tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected]

Serravalle Jazz in tour ringrazia per la collaborazione la cooperativa Val d’Orsigna, l’Unione Comuni dell’Appennino e la Diocesi di Pistoia.

Il programma nei dettagli

(cliccare sul pdf per scaricarlo)

thumbnail of Pillole di Serravalle Jazz in Tour

Il Serravalle Jazz nella Rocca di Castruccio

(cliccare sul pdf per aprirlo)

thumbnail of CS Serravalle Jazz


La Redazione

Con il termine La Redazione si intende il lavoro più propriamente "tecnico" svolto per la revisione dei testi, la titolazione, la collocazione negli spazi definiti e con il rilievo dovuto, l'inserimento di immagini e video. I servizi pubblicati con questa dizione possono essere firmati da uno o più autori oppure non recare alcuna firma. In tutti i casi la loro pubblicazione avverrà dopo un attento lavoro redazionale.