Ambiente  |  maggio 18, 2018

La due giorni toscana del Cammino di San Jacopo

La camminata sabato 19 e domenica 20 maggio. La proposta di “Comunità Toscana – Il Pellegrino”, lungo la via romana Cassia Vetus, una strada che ha subito tante modifiche nel corso del tempo. Un percorso complessivo di 52 chilometri (26 al giorno) collinare e pedecollinare. La prima tappa con partenza da piazza Duomo a Firenze e arrivo in piazza Duomo a Prato. La seconda nel territorio provinciale pratese e pistoiese e arrivo in cattedrale a Pistoia

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Un'immagine di un altro cammino, quello di San Bartolomeo

La premessa

Il percorso che vi proponiamo è una parte di un nuovo cammino (ma forse uno dei più antichi) che la nostra associazione, la “Comunità Toscana – Il Pellegrino”, sta preparando. La nostra “uscita” costituisce perciò una prova, anche di gradimento, perché, a parte chi lo ha ideato e rilevato, ancora nessuno si è cimentato su questo percorso. Ci scusiamo in anticipo perciò per tutte quelle cose che, grazie anche al vostro aiuto, dovremo migliorare.

La direttice Cassia

La direttrice del percorso fra Firenze e Pistoia e poi fino a Lucca è quella della Via romana Cassia Vetus, che risale al II secolo prima di Cristo e che univa Roma a Luni, importante porto ai confini con la Liguria, e che ha favorito la nascita o lo sviluppo delle città lungo la via (Chiusi, Arezzo, Fiesole, poi Firenze, Pistoia, Lucca). Attualmente il sistema autostradale A11-A1 ricalca questo collegamento.
Nel medioevo il percorso è stato usato dai pellegrini che volevano raggiungere Santiago di Compostella, o Roma nella direzione opposta, con tappa obbligatoria a Pistoia per la benedizione presso la venerata Reliquia nella Cattedrale della “Piccola Santiago”.

Tante modifiche nel tempo

La Cassia, come quasi tutte le antiche strade, ha avuto nel tempo modifiche anche importanti nel tracciato, dipese dalla mancata manutenzione del territorio e dalle conseguenti frane, alluvioni, spogliazioni che si sono susseguite nel tempo, soprattutto nell’alto Medioevo, per cui sulla stessa direttrice si possono trovare percorsi paralleli alternativi, in pianura o in collina, originati e utilizzati a seconda delle mutevoli vicende storiche.

Il tracciato originale, probabilmente, esiste ancora, sepolto sotto i detriti alluvionali dell’area metropolitana, al di sotto delle attuali strade, case e capannoni industriali. A Pistoia, le indagini archeologiche hanno permesso di ritrovarlo intatto sotto tre metri di detriti nel centro della città e sotto due metri a qualche chilometro di distanza in periferia.

Percorso pedecollinare e collinare

Il nostro Cammino perciò segue in massima parte i percorsi compatibili pedecollinari e collinari che permettono di evitare i rischi del traffico e l’inquinamento della piana, costeggiando il folle inurbamento, in mezzo alla natura e toccando le principali emergenze storiche, naturalistiche, artistiche e architettoniche, veramente numerose da Firenze a Lucca, con scoperte a volte inattese di un mondo diverso, nel tempo e nello spazio, da quello che siamo abituati a vivere quotidianamente a due passi di distanza…

La Tappa Firenze – Prato (Sabato 19 maggio circa 26 Km)

La prima tappa si cammina su tranquille strade murate e asfaltate. Percorso senza difficoltà e con lievi dislivelli.

Ritrovo in piazza del Duomo a Firenze angolo Borgo San Lorenzo alle 8,30
Partenza verso Porta San Gallo – Giardini dell’Orticultura – Giardini del Parnaso – vista panoramica su Firenze Convento dei Cappuccini – Careggi – attraversamento della zona delle Ville Medicee (La Quiete – La Pietraia – Reale di Castello…), visita alla parrocchia di San Michele a Castello il cui parroco Don Lorenzo partì nel 1472 alla volta di Compostella percorrendo il nostro Cammino di San Jacopo e lasciando un diario del suo avventuroso pellegrinaggio.
Lungo i miliari della Cassia si toccano Quarto, la chiesa di Santa Maria a Quinto, le manifatture Ginori a Sesto, la chiesa di San Jacopo a Querceto, si sale alle Cappelle di Settimello per avere una nuova vista panoramica sulla piana fiorentina.

Poi si scende e si risale alla pieve di San Donato e poi al Castello di Calenzano, da qui si scende e si attraversa la piana di Travalle ed alla chiesa Romanica di San Lorenzo di Pizzidimonte si prende la via pedecollinare pratese fino a Via Firenze, da cui si devia sulla destra per la Parrocchia di San Martino di Gonfienti dove saremo accolti per la notte in accoglienza a donativo da Don Giovanni. Per la cena ci dovremo arrangiare , cucinando sul posto con cibi portati da noi integrati da qualcosa che ci può essere fornito da una locale azienda agricola.

Il mattino seguente si rientra su Via Firenze e, dopo aver toccato la Cappella di santa Maria Maddalena dei Malsani (facente parte un tempo dello Spedale di San Jacopo, dedicato alla cura dei lebbrosi fuori le mura di Prato), costeggiando il Bisenzio si raggiunge il Duomo di Prato, dove è ancora vivo il culto della Cintola della Madonna. In Piazza del Duomo potremmo unirci ad eventuali partecipanti che intendessero percorrere solo la seconda tappa.

La Tappa Prato – Pistoia (domenica 20 maggio circa 26 Km)

La seconda tappa ha lunghi tratti su sterrato. In caso di pioggia prevedere alcuni tratti fangosi. Si attraversa il Monte Ferrato, il dislivello è lieve e il percorso non presenta difficoltà. Ritrovo in Piazza del Duomo a Prato, davanti alla Cattedrale alle 9. Si consiglia per chi viene in treno di scendere alla Stazione di Porta al Serraglio. Da Via Magnolfi si entra subito nel corso del Bisenzio percorrendo la ciclabile Gino Bartali fino a Santa Lucia , da qui ci si introduce in via Borgo per immettersi in via Vecchia Le Sacca e si raggiunge la villa abbandonata delle Sacca un tempo sede estiva del Convitto Cicognini, si scende poi da via di Vainella fino al borgo di Figline ed al suo tabernacolo duecentesco dedicato a Sant’Anna, da qui si attraversa il Parco Naturale del Monteferrato con le sue cave di serpentino verde usato in tutti i monumenti romanici in stile pisano di Pistoia e per la facciata del Duomo di Firenze. si arriva alla monumentale Villa del Barone di Bagnolo e poi alla Rocca di Montemurlo, appartenuto ai Conti Guidi.

L’ingresso nel territorio pistoiese – Attraversato il torrente Agna si entra in territorio pistoiese e si incontra la Villa di Smilea, imponente palazzo fortificato e subito dopo la longobarda Abbazia di San Salvatore in Agna, attestata su un antico percorso per Bologna. Dopo il paese di Montale si entra nell’area dei vivai pistoiesi e, percorrendo la Via di Forramoro, ricca di toponimi longobardi, si ha una vista sulle colline, coltivate a vite ed olivo nelle importanti tenute della Villa Paterno, della Villa degli Imbarcati, appartenuta alla famiglia di Asburgo e della Villa di Celle, sede di una delle collezioni di arte contemporanea all’aperto più importanti del mondo.

Si percorre poi per alcuni chilometri il trafficato tracciato dell’antica Cassia, ora via Provinciale Montalese, per entrare in Pistoia attraverso la Via di Porta San Marco e poi, dopo aver visto lo Spedale del Ceppo, nella città longobarda da Porta San Pietro per raggiungere la cattedrale, attraverso la suggestiva “Via Domini Regis” e rendere omaggio alla reliquia di San Jacopo, presso l’Altare d’Argento.

Ci amici volesse unirsi al nostro Cammino può farlo, anche per una sola tappa, e può chiamarmi al 328 55 71 512.


Nedo Ferrari

Architetto libero professionista, autore di numerosi progetti di architettura e urbanistica in Italia e all'estero per committenti pubblici e privati. Particolare il suo impegno per i principali progetti della Montagna Pistoiese (Ecomuseo, Area ex-Se.Di., Dynamo Camp, Andia Paradiso). Coltiva da sempre la passione per i viaggi e la storia locale ed è autore di pubblicazioni sull'archeologia industriale e, recentemente, sulla viabilità altomedievale. È il referente per la Toscana della Romea Strata.