Ambiente  |  dicembre 12, 2017

Allarme meteo: passata la grande paura, restano le polemiche

L'allerta rossa dalla Regione Toscana ha creato apprensione e spinto quasi tutti i sindaci alla chiusura delle scuole lunedì 11. I Comuni di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio lo hanno confermato anche per martedì 12, Sambuca e i comuni della pianura no. Fiumi sotto il livello di guardia e vento record sui rilievi. Sui social interventi a non finire.
La riflessione a caldo dello scrittore FEDERICO PAGLIAI: "E' cambiato l'uomo, non la montagna. In questo contesto le misure eccezionali diventano inevitabili"

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L’allerta meteo, almeno ai suoi massimi livelli, è terminata nella serata di lunedì 11 per le zone pianeggianti, almeno per il territorio pistoiese, mentre in montagna la preoccupazione resta, così come la chiusura delle scuole, nei Comuni di Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio (non così a Sambuca). Ieri l’altro, lunedì 11, la Lima e gli altri torrenti sono rimasti sotto il livello di guardia, si sono registrati piccoli smottamenti e, soprattutto, raffiche di vento fortissime sui rilievi. Un bollettino della Regione Toscana di ieri, intorno alle 19, parlava di raffiche fino a 120 Km/h, la cronaca della Nazione parla di raffiche ben oltre i 200 km/h, fino a un massimo di 236,6 sul Monte Gomito, a un passo dal record registrato un anno fa sulla Croce Arcana (238,2). Quindi, a parte il vento record in alta quota, si può parlare di scampato pericolo (almeno fino a questo momento).

Tanto rumore per nulla oppure giusta preoccupazione? Il tema è sempre d’attualità, considerata l’esistenza di strumentazioni ben più raffinate per prevedere i fenomeni atmosferici, la legittima preoccupazione di limitare i rischi per tutti e la possibilità, per chiunque, di dire la propria soprattutto sui social: l’impasto è spesso difficile da digerire. Come muoversi in questo terreno scivoloso? Lasciamo ad un montanino doc come Federico Pagliai, scrittore residente alla Lima, lanciare una prima riflessione. 

PV

 

LA RIFLESSIONE DI FEDERICO PAGLIAI

Uomini e meteo

Troppe polemiche, dappertutto. Sui social è tutto un proliferare di voci che sfiorano il litigio. L’oggetto del contendere? La scelta di tenere chiuse le scuole in questi ultimi due giorni di pioggia torrenziale. C’è chi si dice contrario e afferma che, in montagna, è sempre piovuto e che venti o trent’ anni fa a nessuno veniva in mente di adottare misure così importanti.

Forse, chi la pensa così non ha nemmeno torto: di sicuro non ricopre ruoli di responsabilità sociale e, davanti al focolare con le ciabatte ai piedi, si scatena. E blatera. Il problema è che ragiona con la testa di decenni addietro, quando c’era molta più tolleranza sociale, conoscenza della natura (perché ci stavamo – soprattutto culturalmente- dentro!!!) e le persone non avevano ancora iniziato a girare con l’avvocato al guinzaglio.

L’uomo è cambiato, la montagna no

L’ uomo è cambiato, la montagna no. Quella è sempre uguale a se stessa, è solo ”vista” da una prospettiva diversa: quasi un covo di minacce. Siamo cambiati, forse incattiviti: a che linciaggio mediatico si sarebbe esposto un Sindaco nel caso in cui, causa maltempo, fosse accaduto qualcosa di spiacevole a uno scolaro!?!? E quante denunce sarebbero immediatamente volate?

Fossi un amministratore sovrastimerei gli avvisi: lo farei per salvaguardare la salute e incolumità delle persone e anche, visto l’ andazzo, per pararmi il culo. Farei così, mettendo a tacere i ricordi di infanzia, con le nevicate e perturbazioni di un tempo…Fatti e non novelle.

Misure eccessive ma inevitabili

La società di oggi ci spinge a pensare per ipotesi, ad atteggiamenti difensivi. Informazione, tecnologia, distacco dal mondo naturale e cattiveria sociale fanno sì che vengano adottate misure difensive, talvolta esagerate ma pur sempre da adottare per prevenire incidenti, tragedie e…avvisi di garanzia.

Educazione ordinaria non emergenza continua

E anche per pasturare il tam tam dell’emergenza, così antitetico, lontano dalla cultura della manutenzione ordinaria, da sempre funzionale e sobria come lo è la stessa montagna: ci vogliono educare all’emergenza ma l’educazione alla montagna passa dalla sua manutenzione ordinaria, non dai piani emergenziali. Perché manutenzione è ”starci dentro e custodia” ed emergenza è ”intervenire sporadicamente da fuori e riparare, non curare”.

Detto questo, mi dispiace solo che tutto ciò continui ad alimentare una sempre più crescente paura per tutto quanto è naturale. Ma tant’e, oggi va così. E ad ogni pioggia più pesante, nevicata che supera venti centimetri o qualstasi altro accadimento meteo, ci si stupisce e impaurisce come fosse la fine del mondo”.

Federico Pagliai

 

Pioggia e vento, l’allerta meteo diventa rossa: lunedì 11 scuole chiuse nel Comune di Pistoia. Sempre più comuni verso la stessa decisione


La Redazione

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