I consigli del medico  |  settembre 5, 2017

I disturbi d’ansia: manifestazioni cliniche e possibili terapie

Fino a quando è una “risorsa” e quando diventa patologia. Diversi i tipi di fobie. La necessità di una diagnosi medica. Come intervenire: psicoterapia e farmaci, usati singolarmente o anche associati fra loro

di

Tempo di lettura: circa 4 minuti
anxiety

I disturbi d’ansia sono i più comuni disturbi psicopatologici e si possono presentare fin dall’età giovanile e determinare elevati livelli di sofferenza e compromissione della vita scolastica, lavorativa, affettiva e sociale. L’ansia di per sé, non è un fenomeno anormale. Si tratta di un’emozione di base (simile a quella di paura, anche se spesso manca in modo chiaro e definito l’oggetto di tale paura), che comporta uno stato di attivazione dell’organismo per prepararlo ad affrontare una insidia (reazione “combatti o fuggi”) e che si attiva quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa.

Ansia limite ma anche risorsa

Nell’uomo l’ansia, attraverso i suoi effettori e mediatori neurobiologici (ad es: noradrenalina, cortisolo), modifica il comportamento favorendo l’esplorazione dell’ambiente, inducendo la ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga, associati ad una serie di fenomeni neurovegetativi come l’aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco (tachicardia), della sudorazione e così via. Tali fenomeni fisici dipendono dal fatto che, ipotizzando di trovarsi in una situazione di reale pericolo, l’organismo ha bisogno della massima energia a disposizione per poter “scappare o attaccare”, scongiurando il pericolo e garantendosi la sopravvivenza. L’ansia, quindi, non è solo un limite o un disturbo, ma costituisce una importante risorsa, perché è una condizione fisiologica, efficace in molti momenti della vita per proteggerci dai rischi, mantenere lo stato di allerta e migliorare le prestazioni (ad es., sotto esame) e più in generale rispondere alle situazioni stressanti.

Quando diventa un disturbo

Quando l’attivazione del sistema di risposta dell’ansia è eccessivo, ingiustificato o sproporzionato rispetto alla reale situazione stressante, può presentarsi però un disturbo d’ansia. Le fobie specifiche (fobie limitate a situazioni isolate e specifiche come la paura dell’aereo oppure animali ad es. ragni, serpenti, insetti o fenomeni naturali come altezze, temporali) rappresentano il tipo più comune di disturbo d’ansia con una prevalenza di circa il 10 % anche se raramente le persone che ne soffrono richiedono un aiuto ed un trattamento. Il secondo disturbo più comune è il disturbo di Panico/Agorafobia (6.0%), seguito dalla fobia sociale (2.7%) ed il disturbo d’ansia generalizzata (2.2%). Spesso i disturbi d’ansia si presentano in associazione tra di loro oppure con altri disturbi come la depressione maggiore e dal punto di vista eziologico sembrano essere causati dall’interazione di fattori psicosociali, genetici e neurobiologici.

L’intervento medico

La prima figura professionale contattata dal paziente è di sovente il medico di famiglia che svolge pertanto un ruolo importante nella gestione del disturbo. Molto frequentemente le persone che sperimentano il “primo” attacco di panico con imponenti sintomi fisici quali la tachicardia e cardiopalmo, il tremore, la sudorazione, la dispnea con “sensazione di fame d’aria”, per la paura di impazzire, perdere il controllo o morire – “Avrò un infarto? Un ictus?” – si rivolgono invece al 118 o si recano al pronto soccorso.

Nella tabella i principali disturbi d’ansia secondo il manuale ICD-10

(cliccare sull’immagine per ingrandirla)

tabella ansia

Le cure

I disturbi d’ansia possono essere curati con approcci di Psicoterapia e/o trattamenti farmacologici valutando caso per caso la soluzione migliore per il paziente. La letteratura scientifica indica infatti risultati di efficacia da moderati a molto buoni per entrambi i tipi di trattamento siano essi adottati singolarmente che in associazione e diventa fondamentale valutare alcune variabili quali la preferenza del paziente, l’efficacia di eventuali trattamenti ricevuti in passato dal paziente stesso, la presenza di altri disturbi associati (ad es. la depressione maggiore o l’uso di sostanze d’abuso come l’alcol) e, ovviamente, la gravità del disturbo e la sua durata.

La psicoterapia

Il trattamento psicoterapeutico che la letteratura scientifica dimostra essere più efficace è quello di tipo Cognitivo Comportamentale (CBT). I pazienti con sintomi di evitamento (persone che non riescono più, per paura di avere un attacco di panico, a guidare la macchina, a salire su un mezzo pubblico, a recarsi al supermercato per fare la spesa, ad uscire la sera con gli amici) possono trarre beneficio dalla CBT con tecniche di esposizione. La durata della psicoterapia è da progettare con il paziente in base alla situazione clinica.

La farmacoterapia

Per quanto riguarda la farmacoterapia le molecole di prima scelta dovrebbero essere gli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina (SSRI) (ad es: paroxetina, citalopram, escitalopram, sertralina) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina-noradrenalina (SNRI) ( ad es: venlafaxina e duloxetina). Farmaci di seconda scelta sono l’antidepressivo triciclico clomipramina per il disturbo di panico e la molecola pregabalin per il disturbo d’ansia generalizzata. Le terapie con antidepressivi necessitano di alcune settimane per mostrare la loro efficacia e devono essere proseguite nel tempo. Dopo la remissione del disturbo è necessario proseguire la terapia per alcuni mesi prima della sospensione. L’uso delle benzodiazepine, seppur efficace fin dalle prime somministrazioni, dovrebbe essere usato nelle fasi iniziali del trattamento o laddove l’uso degli antidepressivi sia non consigliabile.

Anche l’esercizio fisico è raccomandato come trattamento per il disturbo di panico (allenamento aerobico come ad esempio corsa leggera o jogging di 5 km due o tre volte alla settimana). Per ora non ci sono dati sufficienti per considerare l’esercizio fisico come trattamento singolo dei disturbi d’ansia ed è quindi da considerare in un’ottica integrata con le terapie sopradescritte.

Dottor Lorenzo Lelli http://www.koinos-pistoia.it/specialisti/lorenzo-lelli-psichiatra-psicoterapeuta-a-pistoia/

Professor Marco Ricca /http://www.koinos-pistoia.it/specialisti/prof-marco-ricca/


Marco Ricca

Laureato in Medicina e Chirurgia, è stato assistente ordinario in Patologia e in clinica medica all’Università di Firenze, successivamente Primario medico negli Ospedali di Cortona, Fiesole, Camerata e infine nell’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze. Libero docente in Semeiotica medica, è specialista in cardiologia, gerontologia e geriatria e pneumologia. E’ stato consulente cardiologo alla Fondazione Turati di Gavinana ed attualmente è Direttore sanitario del Centro Sanitario Pistoiese Koinos della stessa Fondazione, a Pistoia.