I consigli del medico  |  giugno 29, 2017

I benefici dell’agopuntura: una terapia complementare alla medicina ufficiale

Fa parte dei fondamenti dottrinali della medicina tradizionale cinese e ha tremila anni di storia alle spalle. L'energia “Qi” o “Prana” e i meridiani. Il suo elevato potere antidolorifico. Il riconoscimento dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e di diverse società scientifiche. Quando si ricorre a questa terapia. Modalità e durata dei trattamenti

di

Tempo di lettura: circa 3 minuti
acupunture-treatment

L’agopuntura fa parte dei fondamenti dottrinali della medicina tradizionale cinese che risale ad oltre 3000 anni fa; essi sono rappresentati da dieta, fitoterapia, massoterapia, ginnastiche psico-fisiche, agopuntura. Le prime intuizioni sul ruolo benefico dell’agopuntura sembra siano maturate osservando che soldati feriti da frecce in alcuni distretti corporei miglioravano di condizioni dolorose preesistenti, quasi che il contatto traumatico con oggetti acuminati potesse esplicare un’azione benefica.

I meridiani

L’agopuntura si fonda sulla concezione dell’organismo quale entità costituita da un insieme di funzioni vitali in equilibrio tra loro e caratterizzate ciascuna da un regolare flusso di energia definita “Qi” o “Prana”. Secondo questa impostazione concettuale, l’energia scorre lungo 12 canali verticali chiamati “meridiani”, corrispondenti a 12 organi del corpo umano; ogni meridiano ha una via esterna e una interna: quella esterna, superficiale, può essere sede di agopuntura; quella interna, profonda, si distribuisce negli organi. I meridiani hanno un duplice ruolo: da un lato impediscono che le cosiddette energie nocive (batteri, virus) penetrino nel corpo; dall’altro rivelano la presenza di condizioni anomale (dolore, febbre e così via). La malattia è caratterizzata dalla perdita dell’equilibrio tra i diversi sistemi funzionali e i sintomi, in primo luogo il dolore, sono dovuti al blocco o alla riduzione del flusso energetico nei vari meridiani: da qui l’aforisma “niente dolore niente blocco, niente blocco niente dolore”.

L’azione antidolorifica

Per quanto concerne il meccanismo d’azione, l’agopuntura, quando sia proposta per una condizione clinica idonea e venga effettuata con tecnica corretta, stimola la produzione di oppioidi endogeni (simili alla morfina) ad elevato potere antidolorifico; modula la secrezione di serotonina e di cortisolo; esercita un’azione regolatrice a livello funzionale sul sistema nervoso simpatico e su quello parasimpatico. Oltre ai meccanismi neuroendocrini, l’azione antidolorifica è dovuta al blocco degli impulsi dolorosi a livello del midollo spinale (teoria del controllo a barriera o gate control): il blocco si esercita principalmente nei confronti di stimolazioni dolorose che in virtù delle loro caratteristiche elettrofisiologiche risentono dei meccanismi di controllo neuroendocrini.

L’agopuntura come medicina complementare

In tempi recenti l’agopuntura, quale procedura terapeutica, è uscita dalla condizione di empirismo in cui è stata tenuta per secoli per assumere, attualmente, connotati ben definiti sul piano fisiologico e fisiopatologico alla luce delle acquisite conoscenze su recettori del dolore, vie nervose di trasmissione degli stimoli, sistemi di controllo umorali e neurologici della sensazione algogena. Sulla base di queste motivazioni l’impiego dell’agopuntura per determinate condizioni cliniche ha avuto l’approvazione del National Institute of Health (USA), del National Health Service (Regno Unito), dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e di varie società scientifiche. In Italia l’agopuntura fa parte delle medicine complementari; può essere praticata soltanto da laureati in Medicina e Chirurgia abilitati all’esercizio professionale, i quali abbiano seguito un corso di formazione riconosciuto dalla Regione e dall’Ordine dei medici e siano iscritti nell’elenco dei sanitari esercenti medicine complementari.

Quando va utilizzata

Le indicazioni cliniche al trattamento con agopuntura sono molteplici: patologie articolari ed extra-articolari; cefalea tensiva ed emicrania; menopausa, turbe del ciclo mestruale; alterazioni della sfera andrologica; colon irritabile, gastrite, ernia jatale; manifestazioni allergiche; tabagismo; alcune affezioni cutanee.

Le modalità di trattamento

Per quanto concerne la modalità del trattamento, vengono utilizzati aghi monouso in acciaio, con diametro di 030 millimetri e lunghezza di 1,5-7 cm. Il numero di aghi applicati in ciascuna seduta è vario, in rapporto alle caratteristiche del quadro clinico. La durata di ciascuna seduta varia da 30 minuti a 1 ora. Come media, un ciclo terapeutico è costituito da otto sedute. Abitualmente già dopo il primo ciclo si possono trarre indicazioni sul beneficio o meno del trattamento e quindi sulla opportunità della sua prosecuzione o sospensione.

Terapia integrativa non sostitutiva

In conclusione, l’agopuntura si pone oggi quale utile procedura terapeutica complementare, integrativa ma non sostitutiva della medicina ufficiale; non ha controindicazioni; le indicazioni cliniche sono varie e molteplici; in ogni caso richiede grande professionalità ed esperienza dell’operatore, condizioni, queste, essenziali per l’efficacia e la buona riuscita del trattamento.

 

Professor Marco Ricca

Direttore Sanitario Koinos Pistoia
Via Jacopo Melani, 1 51100 Pistoia
Tel. 0573 994553 Fax 0573 1872149

Koinos Centro Sanitario Pistoiese

Specialista consigliato Christian Bini

 

 


Marco Ricca

Laureato in Medicina e Chirurgia, è stato assistente ordinario in Patologia e in clinica medica all’Università di Firenze, successivamente Primario medico negli Ospedali di Cortona, Fiesole, Camerata e infine nell’Ospedale San Giovanni di Dio di Firenze. Libero docente in Semeiotica medica, è specialista in cardiologia, gerontologia e geriatria e pneumologia. E’ stato consulente cardiologo alla Fondazione Turati di Gavinana ed attualmente è Direttore sanitario del Centro Sanitario Pistoiese Koinos della stessa Fondazione, a Pistoia.