Sanità e sociale, San Marcello  |  settembre 30, 2016

La Fondazione Turati celebra il suo traguardo: 50 anni di assistenza socio-sanitaria

Martedì 4 ottobre la cerimonia a Gavinana alla presenza del presidente della Regione Toscana. Ci saranno anche i sindaci di San Marcello, Pistoia, Firenze, Vieste e Zagarolo. Il presidente Cariglia: “In 50 anni passati da 4mila metri quadrati a oltre 40mila, mantenendo fede ai nostri principi: non solo cura ma tutela della dignità della persona”. Un appello alle istituzioni: valorizzare di più il privato sociale. Il prossimo obiettivo: aprire una struttura anche a Firenze

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la conferenza stampa alla Turati, a Pistoia: da sin Magni, Cioni e Cariglia

PISTOIA – “E’ un risultato molto importante per noi ma credo per un intero territorio. In 50 anni le nostre strutture socio sanitarie sono passate da 4000 metri quadri degli inizi agli attuali 42mila. Da Gavinana, dalla Montagna Pistoiese, è iniziato tutto e lì, martedì prossimo, celebreremo il nostro traguardo”. E’ con queste parole che Nicola Cariglia, presidente della Fondazione Filuppo Turati, ha iniziato stamani, venerdì 30 settembre, il suo intervento di presentazione della manifestazione che celebrerà i 50 anni di questa onlus attiva con proprie strutture, oltre che a Gavinana, a Pistoia, Vieste (Puglia) e Zagarolo (Lazio). “Siamo orgogliosi non solo di aver aumentato negli anni la nostra presenza ma di aver rispettato quello che fu, fin dall’inizio, il nostro primo obiettivo: quello di un’attività svolta nel nome di principi morali e politici, quelli cioè della cultura riformista. Non solo la cura di chi ha bisogno ma anche la tutela della dignità della persona”

La celebrazione di martedì 4

A rendere omaggio al cinquantennale lavoro della Fondazione, martedì 4 ottobre, alle 16 a Gavinana, nella giornata che ha come titolo una citazione di Turati stesso – “Ciò che conta è la forza operante” – ci saranno tantissimi rappresentanti delle istituzioni: i sindaci dei Comuni dove sorgono le varie strutture – San Marcello Pistoiese, Pistoia, Vieste e Zagarolo – il primo cittadino di Firenze, Dario Nardella, e il presidente della Regione, Enrico Rossi, entrambi impegnati con una relazione: “Potere comunale, azione parlamentare e cultura inseparabili per il riformismo” il tema che affronterà Nardella, “La rivoluzione sociale non è un fatto di un giorno, è il fatto di sempre”, l’argomento dell’intervento conclusivo di Rossi, mentre lo storico Zeffiro Ciuffoletti, si intratterrà su ”Un riformismo nel nome di Turati al servizio di chi ha bisogno”.

Un modello di assistenza sanitaria

I 50 anni della Turati sono un momento decisivo per tirare le somme e guardare in avanti. “In Italia ma un po’ ovunque in Europa il welfare rischia seriamente di essere compromesso. Dobbiamo far sì che i tagli alla spesa pubblica incidano il meno possibile su chi ha bisogno di assistenza. Da parte nostra siamo riusciti fino ad oggi sia a mantenere i servizi sia l’occupazione”, ha sottolineato ancora Cariglia. E Giancarlo Magni, consigliere “anziano” della Fondazione ha spiegato che “bisogna uscire dall’opzione difendere lo status quo o privatizzare tutto”. C’è un privato sociale che merita più attenzione: “Noi siamo pronti ad essere valorizzati”, ha aggiunto, ricordando allo stesso tempo i servizi innovativi che proprio il centro di Gavina a può offrire come l’assistenza a persone in stato vegetativo permanente o colpite dal morbo di Alzheimer: “La nostra è una struttura sempre aperta, parenti e familiari dei degenti possono sempre accedervi e controllare”.
Un aspetto questo sul quale ha voluto battere in particolare Graziano Cioni, una lunga esperienza nel mondo delle istituzioni (più volte parlamentare, vice sindaco al Comune di Firenze, per oltre dieci anni assessore comunale alla sanità a Palazzo Vecchio): “La Turati è un ente morale onlus senza finalità di lucro. Tutti i proventi vengono reinvestiti. Intorno al mondo della sanità, che ho avuto modo di conoscere bene da vicino per anni, ci sono tante realtà importanti, utili, come per esempio le cooperative. Ma ci sono anche strutture dove basta entrare per capire che non si sta bene. La Turati è un’altra cosa. La Turati è albergo a quattro stelle”, ha sottolineato Cioni. Che ha colto l’occasione celebrativa per lanciare la prossima scommessa della Fondazione: aprire un centro sanitario a Firenze: “Ci stiamo seriamente lavorando. E siamo a buon punto”.

La storia della Turati

Era il 7 ottobre del 1966 quando l’allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, emanò il decreto che, su proposta del Ministro per l’interno dell’epoca, eresse in Ente Morale la Fondazione Turati che si era costituita l’anno prima grazie soprattutto all’iniziativa di Antonio Cariglia (fratello dell’attuale presidente Nicola), protagonista di una lunga e importante carriera politica (fu più volte parlamentare italiano ed europeo, giovanissimo segretario della Uil e a lungo segretario nazionale del Psdi). Nel corso degli anni la Fondazione è costantemente cresciuta in attività e realizzazioni ed oggi il suo patrimonio, “tutto realizzato senza contributi pubblici o privati ma solo attraverso un’amministrazione oculata e il costante reimpiego di tutti gli utili”, è formato da tre Centri residenziali per riabilitazione, assistenza agli anziani e disabili – a Gavinana, Vieste e Zagarolo -, un Centro ambulatoriale di riabilitazione e il poliambulatorio Koinos di Pistoia e il Centro vacanze di Vieste.


La Redazione

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